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Piramide multietnica

Piramide multietnica

La Società Italiana di Pediatria ha presentato la Piramide alimentare “transculturale”, uno strumento di educazione alimentare basato su alimenti “globalizzati”

La migrazione di popolazioni dall’Africa e dal Medio Oriente in fuga verso l’Europa, ha permesso di registrare circa un milione di minori stranieri regolari, pari al 10% della popolazione minorile in Italia. I Paesi d’origine sono l’Europa centro-orientale, l’Africa del nord, l’Asia, in particolare la Cina, e l’America Meridionale. Ai minori migranti regolari si aggiungono i bambini stranieri irregolari, difficilmente censibili.

Ciascun popolo porta con sé modelli nutrizionali e modalità di alimentazione differenti. Ad esempio, in alcuni Paesi il colostro (primo latte materno) non viene somministrato perché ritenuto impuro e l’allattamento al seno è prolungato oltre il primo anno di vita, favorito da tradizioni culturali o religiose (il Corano lo raccomanda sino a due anni). Per alcune etnie vige il divieto di assumere carne di mucca, mentre altre seguono per fede religiosa diete vegetariane, vegane, zen-macrobiotiche.

Nel rispetto delle esigenze culturali e religiose dei popoli di appartenenza, l’allattamento esclusivo al seno oltre l’anno di vita può indurre carenze di alcuni nutrienti essenziali per la crescita e lo sviluppo. Corre rischi nutrizionali il lattante che sin dai primi mesi di vita assume latte vaccino (causa delle scadenti condizioni economiche in cui vivono alcune famiglie straniere).

I minori migranti nati in Italia, dal canto loro, tendono ad acquisire stili di vita occidentali, caratterizzati da esagerata assunzione di zuccheri, di proteine e grassi animali, di merendine e bevande zuccherate. Ciò comporta anche per loro, al pari dei bambini italiani, un maggior rischio di andare incontro precocemente e in età adulta alle cosiddette NCDs (Non Dommunicable Diseases) cioè obesità, diabete, ipertensione arteriosa, tumori

A fronte di cambiamenti così radicali della nostra società il pediatra e noi nutrizionisti dovremmo ricostruire il nostro bagaglio di conoscenze su un’alimentazione globalizzata e saper suggerire una strategia nutrizionale facilmente attuabile in ogni parte del mondo. Le indicazioni della piramide transculturale rappresentano un importante tassello di questa nuova strategia nutrizionale e saranno diffuse non solo negli studi pediatrici, ma anche nelle scuole e nelle comunità che accolgono la popolazione pediatrica multiculturale della nostra società.

La Società Italiana di Pediatria, in occasione del 71° Congresso Italiano di Pediatria (2015) ha presentato la Piramide alimentare “transculturale”, uno strumento di educazione alimentare per tutti i bambini basato su alimenti “globalizzati”.

L’obiettivo è far incontrare i dettami e principi di salute della dieta mediterranea – patrimonio culturale dell’umanità secondo l’UNESCO – con i sapori delle altre popolazioni che vivono nel nostro Paese.

All’insegna dello slogan “il cibo unisce”.

piramide-alimentare-cavagnoli-dietista

dietista dott.ssa Paola Cavagnoli

3281363862
paola.cavagnoli@gmail.com

⇒ Scopri di più sul mondo dello Spazio La Libellula


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La Società Italiana di Pediatria ha presentato la Piramide alimentare “transculturale”, uno strumento di educazione alimentare basato su alimenti “globalizzati”

La migrazione di popolazioni dall’Africa e dal Medio Oriente in fuga verso l’Europa, ha permesso di registrare circa un milione di minori stranieri regolari, pari al 10% della popolazione minorile in Italia. I Paesi d’origine sono l’Europa centro-orientale, l’Africa del nord, l’Asia, in particolare la Cina, e l’America Meridionale. Ai minori migranti regolari si aggiungono i bambini stranieri irregolari, difficilmente censibili.

Ciascun popolo porta con sé modelli nutrizionali e modalità di alimentazione differenti. Ad esempio, in alcuni Paesi il colostro (primo latte materno) non viene somministrato perché ritenuto impuro e l’allattamento al seno è prolungato oltre il primo anno di vita, favorito da tradizioni culturali o religiose (il Corano lo raccomanda sino a due anni). Per alcune etnie vige il divieto di assumere carne di mucca, mentre altre seguono per fede religiosa diete vegetariane, vegane, zen-macrobiotiche.

Nel rispetto delle esigenze culturali e religiose dei popoli di appartenenza, l’allattamento esclusivo al seno oltre l’anno di vita può indurre carenze di alcuni nutrienti essenziali per la crescita e lo sviluppo. Corre rischi nutrizionali il lattante che sin dai primi mesi di vita assume latte vaccino (causa delle scadenti condizioni economiche in cui vivono alcune famiglie straniere).

I minori migranti nati in Italia, dal canto loro, tendono ad acquisire stili di vita occidentali, caratterizzati da esagerata assunzione di zuccheri, di proteine e grassi animali, di merendine e bevande zuccherate. Ciò comporta anche per loro, al pari dei bambini italiani, un maggior rischio di andare incontro precocemente e in età adulta alle cosiddette NCDs (Non Dommunicable Diseases) cioè obesità, diabete, ipertensione arteriosa, tumori

A fronte di cambiamenti così radicali della nostra società il pediatra e noi nutrizionisti dovremmo ricostruire il nostro bagaglio di conoscenze su un’alimentazione globalizzata e saper suggerire una strategia nutrizionale facilmente attuabile in ogni parte del mondo. Le indicazioni della piramide transculturale rappresentano un importante tassello di questa nuova strategia nutrizionale e saranno diffuse non solo negli studi pediatrici, ma anche nelle scuole e nelle comunità che accolgono la popolazione pediatrica multiculturale della nostra società.

La Società Italiana di Pediatria, in occasione del 71° Congresso Italiano di Pediatria (2015) ha presentato la Piramide alimentare “transculturale”, uno strumento di educazione alimentare per tutti i bambini basato su alimenti “globalizzati”.

L’obiettivo è far incontrare i dettami e principi di salute della dieta mediterranea – patrimonio culturale dell’umanità secondo l’UNESCO – con i sapori delle altre popolazioni che vivono nel nostro Paese.

All’insegna dello slogan “il cibo unisce”.

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