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Un pupazzo di neve davvero generoso

Un pupazzo di neve davvero generoso

Un libro adatto per i piccoli e per i grandi perché nella semplicità del racconto racchiude un messaggio profondo che arriva al cuore di tutti.

Chi legge è invitato a riflettere sulla bellezza della generosità e dell’altruismo.

Il protagonista è un pupazzo costruito dai due fratellini, Marta e Piero, che dopo una grande nevicata, corrono all’aperto per giocare nella neve.
Nel giro di poco tempo ecco il pupazzo di neve più bello del paese: con il cappello del papà, con i capelli di paglia, una carota per il naso, una corteccia d’albero per bocca e la scopa infilata nel braccio.
I suoi occhi di carbone brillano come pietre preziose e tutti si fermano ad ammirare la sua bellezza.

Nella notte, rimasto solo, si dimostra fiero di sé di fronte alla luna maestosa nel cielo blu, orgoglioso della sua bellezza e della sua perfezione.
La sua vita cambia quando incontra alcuni animaletti…

Il pupazzo più ammirato da tutti diventa generoso aiutando chi è in cerca di aiuto, perdendo ogni volta una piccola parte della sua bellezza.

Il passerotto infreddolito rimasto senza nido dopo la tempesta di neve chiede al pupazzo ospitalità nel suo cappello. Dopo alcune obiezioni il protagonista lo accoglie perché si accorge che l’uccellino ha bisogno di aiuto.
“E io che volevo essere il più bello del mondo!Ti prego luna, non prendermi in giro, quell’uccellino mi faceva pena!”

Il leprotto che gira nella notte fredda con lo stomaco vuoto perché i campi sono ricoperti di neve, chiede al pupazzo la sua carota. Davanti alla sua richiesta di aiuto il pupazzo gliela regala.
“Grazie mille, mio buon amico!”

Il topolino tremante di freddo e spaventato, senza tana perché congelata dal freddo, è in cerca di un riparo nella paglia del pupazzo. Davanti alla richiesta di aiuto il pupazzo cede i suoi capelli.

E’ stata una notte speciale e tormentata!Il cappello, la carota, i capelli sono stati regalati e inizialmente il pupazzo è triste; tuttavia poi sorride alla luna, perché è contento di avere aiutato i suoi amici e di essersi sacrificato per loro.
Un riccio, rimasto senza una casa perché bruciata dalle fiamme, racconta l’accaduto al pupazzo e dopo poco tempo chiede una nuova tana per scaldarsi e riceve in dono la scopa!

Dopo avere donato agli altri animaletti alcune parti di sé, arriva il mattino e splende il sole.
Il sole si compiace con il pupazzo perché ha fatto del bene per i suoi amici e gli promette che niente sarà dimenticato.

Nel frattempo il protagonista si sente così bene perché è avvolto dai raggi dell’amico sole.
Lentamente diventa però sempre più piccolo, trasformandosi in piccoli ruscelli d’acqua che bagnano il prato e che preparano alla primavera.

Divenuto giorno, Marta e Piero corrono in giardino per salutare il loro pupazzo e trovano invece una bella sorpresa: un fiore bianco e lucente, un bucaneve!

La storia si conclude con l’ultima immagine che riempie tutta la pagina e anche il cuore, quando si guardano tutti i personaggi della storia felici ad ammirare il miracolo della natura: il pupazzo che si è sciolto, ha donato se stesso per gli altri, ha rinfrescato il prato che ha portato alla vita un fiore speciale!

Il protagonista che all’inizio si mostra vanitoso della sua bellezza diventa generoso nei confronti degli amici in cerca di aiuto.
Ha dimostrato un cuore grande fino alla fine, quando ha potuto rigenerarsi in una nuova vita nel fiore luminoso e luccicante.

La storia ci invita a pensare a quanti piccoli gesti quotidiani possiamo fare per gli altri senza ricevere nulla in cambio.

Ancora il pupazzo ci insegna che il bene compiuto porta sempre una nuova vita!

Buona lettura!


Idee e spunti creativi da Fata Violetta!
Conoscila meglio scoprendo cosa fa!


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Un libro adatto per i piccoli e per i grandi perché nella semplicità del racconto racchiude un messaggio profondo che arriva al cuore di tutti.

Chi legge è invitato a riflettere sulla bellezza della generosità e dell’altruismo.

Il protagonista è un pupazzo costruito dai due fratellini, Marta e Piero, che dopo una grande nevicata, corrono all’aperto per giocare nella neve.
Nel giro di poco tempo ecco il pupazzo di neve più bello del paese: con il cappello del papà, con i capelli di paglia, una carota per il naso, una corteccia d’albero per bocca e la scopa infilata nel braccio.
I suoi occhi di carbone brillano come pietre preziose e tutti si fermano ad ammirare la sua bellezza.

Nella notte, rimasto solo, si dimostra fiero di sé di fronte alla luna maestosa nel cielo blu, orgoglioso della sua bellezza e della sua perfezione.
La sua vita cambia quando incontra alcuni animaletti…

Il pupazzo più ammirato da tutti diventa generoso aiutando chi è in cerca di aiuto, perdendo ogni volta una piccola parte della sua bellezza.

Il passerotto infreddolito rimasto senza nido dopo la tempesta di neve chiede al pupazzo ospitalità nel suo cappello. Dopo alcune obiezioni il protagonista lo accoglie perché si accorge che l’uccellino ha bisogno di aiuto.
“E io che volevo essere il più bello del mondo!Ti prego luna, non prendermi in giro, quell’uccellino mi faceva pena!”

Il leprotto che gira nella notte fredda con lo stomaco vuoto perché i campi sono ricoperti di neve, chiede al pupazzo la sua carota. Davanti alla sua richiesta di aiuto il pupazzo gliela regala.
“Grazie mille, mio buon amico!”

Il topolino tremante di freddo e spaventato, senza tana perché congelata dal freddo, è in cerca di un riparo nella paglia del pupazzo. Davanti alla richiesta di aiuto il pupazzo cede i suoi capelli.

E’ stata una notte speciale e tormentata!Il cappello, la carota, i capelli sono stati regalati e inizialmente il pupazzo è triste; tuttavia poi sorride alla luna, perché è contento di avere aiutato i suoi amici e di essersi sacrificato per loro.
Un riccio, rimasto senza una casa perché bruciata dalle fiamme, racconta l’accaduto al pupazzo e dopo poco tempo chiede una nuova tana per scaldarsi e riceve in dono la scopa!

Dopo avere donato agli altri animaletti alcune parti di sé, arriva il mattino e splende il sole.
Il sole si compiace con il pupazzo perché ha fatto del bene per i suoi amici e gli promette che niente sarà dimenticato.

Nel frattempo il protagonista si sente così bene perché è avvolto dai raggi dell’amico sole.
Lentamente diventa però sempre più piccolo, trasformandosi in piccoli ruscelli d’acqua che bagnano il prato e che preparano alla primavera.

Divenuto giorno, Marta e Piero corrono in giardino per salutare il loro pupazzo e trovano invece una bella sorpresa: un fiore bianco e lucente, un bucaneve!

La storia si conclude con l’ultima immagine che riempie tutta la pagina e anche il cuore, quando si guardano tutti i personaggi della storia felici ad ammirare il miracolo della natura: il pupazzo che si è sciolto, ha donato se stesso per gli altri, ha rinfrescato il prato che ha portato alla vita un fiore speciale!

Il protagonista che all’inizio si mostra vanitoso della sua bellezza diventa generoso nei confronti degli amici in cerca di aiuto.
Ha dimostrato un cuore grande fino alla fine, quando ha potuto rigenerarsi in una nuova vita nel fiore luminoso e luccicante.

La storia ci invita a pensare a quanti piccoli gesti quotidiani possiamo fare per gli altri senza ricevere nulla in cambio.

Ancora il pupazzo ci insegna che il bene compiuto porta sempre una nuova vita!

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