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Una tigre all’ora del tè

Una tigre all’ora del tè

Una tigre all’ora del tè

E se un giorno qualunque, durante l’ora del tè, una tigre enorme bussasse alla porta di casa e si unisse al rito della merenda?

Per la prima volta arriva in Italia un classico della letteratura inglese, firmato nel 1968 dall’autrice di “Quando Hitler rubò il coniglio rosa”: Judith Kerr ci racconta una storia che è solo all’apparenza semplice e surreale. Infatti, nell’esagerazione che piace tanto ai bimbi, nasconde una profonda metafora dell’accoglienza (la tigre simboleggia il diverso, che viene accolto con cortesia e si unisce al convivio). Probabilmente il racconto è una rielaborazione della paure infantili della Kerr, costretta dai nazisti ad abbandonare Berlino e fuggire a Londra con la famiglia. Le illustrazioni hanno sapore vintage; si possono infatti osservare le porcellane, gli oggetti casalinghi, i capi di abbigliamento in perfetto stile sixties. Da notare sono anche le espressioni miti e gentili dei protagonisti dell’albo, anche della tigre.

La storia è essenziale quanto irreale: un giorno, all’ora del tè, una grande tigre bussa alla porta e si autoinvita a fare merenda con Sophie e sua mamma. Golosissima in breve tempo divora tutti i biscotti, beve tutto il tè, tutta la birra del papà, anche tutta l’acqua del lavandino, esaurendo in pochi minuti tutta la dispensa della famiglia. Soddisfatta e con la pancia piena, la tigre saluta e se ne va, lasciando come unica prova della sua visita un o straordinario disordine e niente da cucinare. Chissà se il papà crederà alla storia che mamma e Sophie gli racconteranno appena tornato da lavoro?

Insieme a Una tigre all’ora del tè, sempre firmato da Judith Kerr e sempre edito da Mondadori, nel 2016 è uscito anche Mog la gatta distratta, primo di una fortunatissima serie che ha per protagonista una gattona particolarmente sbadata. Mog è un classico in Inghilterra e anche qui l’autrice si è divertita a far entrare ancora una volta in contatto umani e animali, che finiscono sempre per mettere a soqquadro stanze e case.

Ringrazio per questo suggerimento di lettura:

La Libreria dei Ragazzi di Brescia
via S. Bartolomeo, 15
Tel. 030-3099737
brescia@lalibreriadeiragazzi.it
www.lalibreriadeiragazzi.it/brescia

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Una tigre all’ora del tè

E se un giorno qualunque, durante l’ora del tè, una tigre enorme bussasse alla porta di casa e si unisse al rito della merenda?

Per la prima volta arriva in Italia un classico della letteratura inglese, firmato nel 1968 dall’autrice di “Quando Hitler rubò il coniglio rosa”: Judith Kerr ci racconta una storia che è solo all’apparenza semplice e surreale. Infatti, nell’esagerazione che piace tanto ai bimbi, nasconde una profonda metafora dell’accoglienza (la tigre simboleggia il diverso, che viene accolto con cortesia e si unisce al convivio). Probabilmente il racconto è una rielaborazione della paure infantili della Kerr, costretta dai nazisti ad abbandonare Berlino e fuggire a Londra con la famiglia. Le illustrazioni hanno sapore vintage; si possono infatti osservare le porcellane, gli oggetti casalinghi, i capi di abbigliamento in perfetto stile sixties. Da notare sono anche le espressioni miti e gentili dei protagonisti dell’albo, anche della tigre.

La storia è essenziale quanto irreale: un giorno, all’ora del tè, una grande tigre bussa alla porta e si autoinvita a fare merenda con Sophie e sua mamma. Golosissima in breve tempo divora tutti i biscotti, beve tutto il tè, tutta la birra del papà, anche tutta l’acqua del lavandino, esaurendo in pochi minuti tutta la dispensa della famiglia. Soddisfatta e con la pancia piena, la tigre saluta e se ne va, lasciando come unica prova della sua visita un o straordinario disordine e niente da cucinare. Chissà se il papà crederà alla storia che mamma e Sophie gli racconteranno appena tornato da lavoro?

Insieme a Una tigre all’ora del tè, sempre firmato da Judith Kerr e sempre edito da Mondadori, nel 2016 è uscito anche Mog la gatta distratta, primo di una fortunatissima serie che ha per protagonista una gattona particolarmente sbadata. Mog è un classico in Inghilterra e anche qui l’autrice si è divertita a far entrare ancora una volta in contatto umani e animali, che finiscono sempre per mettere a soqquadro stanze e case.

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