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Fluoro si o fluoro no?

Fluoro si o fluoro no?

Il fluoro, questo sconosciuto, nutre dubbi e timori nel suo utilizzo da parte delle mamme, perché nessuno spiega in realtà quale sia il suo ruolo.

Vista la diversità delle posizioni e delle informazioni reperibili online ho chiesto alle igieniste la dott.ssa Maurizia Massardi e la dott.ssa Gaia Madaschi, di aiutarci a capire meglio il mondo del fluoro e poter rispondere alla domanda: fluoro si o fluoro no?
Le dottoresse interpellate sono colleghe che collaborano da tempo entrambe igieniste dentali e attente alle esigenze delle mamme, sempre pronte a spiegare tutto ciò che è importante per la salute del cavo orale, non solo dei più piccoli.

Prima parliamo della carie

Prima di parlare del fluoro è importante illustrare brevemente che cos’è la carie.
La carie è una malattia infettiva, degenerativa ad eziologia multifattoriale, cioè servono più fattori per riuscire ad innescare questo processo come per esempio:
– il tipo di dieta
– la suscettibilità
– il grado di igiene orale
– la frequenza di assunzione dei cibi

Colpisce circa l’80% della popolazione nei paesi sviluppati e si forma per un’iniziale processo di demineralizzazione dei tessuti duri dei denti.

Quando nella nostra bocca si uniscono batteri e residui di cibo, inizia la formazione della placca batterica.

Se la placca non viene rimossa correttamente, ma lasciata sulle superfici dei nostri denti, i batteri iniziano a produrre un acido, chiamato acido lattico, che inizia a lavorare sulla superficie dello smalto, innescando il processo di demineralizzazione.

Perchè questa premessa?

Il fluoro rinforza lo smalto dei denti e li rende più resistenti agli attacchi delle sostanze acide, che causano la formazione delle carie.
L’assunzione di fluoro è chiamata fluoroprofilassi.

Parliamo quindi ora di fluoro e fluoroprofilassi

Per essere più precise possibili le dottoresse invitano a consultare le Linee Guida Ministeriali del Ministero della Salute.

“La fluoroprofilassi, intesa come prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro, rappresenta la pietra miliare della prevenzione della carie”.

“Negli anni, sono stati sviluppati diversi mezzi di somministrazione del fluoro, ognuno dei quali con diverse concentrazioni, frequenze di uso e posologie (acqua fluorata, latte, sale, compresse, gocce, dentifrici, gel, vernici ecc)”.

“Per definizione, la fluoroprofilassi per via topica descrive tutti i mezzi di erogazione che forniscono fluoro in concentrazioni elevate alle superfici esposte dei denti per un effetto protettivo locale e, pertanto, tali mezzi non sono destinati all’ingestione”

“A oggi, l’effetto preventivo post-eruttivo del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, è considerato più efficace rispetto a quello pre-eruttivo, ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica”.

“I mezzi di fluoroprofilassi maggiormente utilizzati sono quelli per via topica (dentifrici, collutori o gel)”.

“Il declino della prevalenza della carie registrato nei paesi industrializzati è stato principalmente attribuito all’incremento della diffusione dei dentifrici”.

“Il dentifricio fluorato, quindi, rappresenta un mezzo di somministrazione di primaria importanza nella prevenzione della carie”.

“Gli individui in tenera età, tuttavia, non sapendo ancora controllare efficacemente il riflesso della deglutizione, tendono a ingerire involontariamente parte del dentifricio.
È quindi consigliabile un’accurata supervisione della quantità di dentifricio fluorato somministrato al bambino nei primi anni di vita da parte del genitore (quantità pea-size) per ridurre al minimo il rischio di fluorosi”.

In sostanza il Ministero della Salute sottolinea l’importanza del fluoro, presente nei dentifrici, nella prevenzione della carie tramite la normale igiene orale.
Per evitare un’assunzione eccessiva di fluoro che comporta la fluorosi dentale, è necessario attenersi e rispettare le dosi e i tempi indicati per la somministrazione.

Da quando e quanto?

Ecco quindi in modo particolare come deve essere la somministrazione:

  • dai 6 mesi, comunque dall’eruzione del primo dentino, ai 6 anni di età, la fluoroprofilassi può essere effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno, in dose rice-size (le setole dello spazzolino vanno appena appena sporcate di dentifricio, la quantità pari ad un chicco di riso).
  • dopo i 6 anni di età, la fluoroprofilassi viene effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno, in dose pea-size (quantità pari ad un pisello).

dimensioni-fluoro-assunzione-misitero-salute-maurizia-massardi

E gli integratori?

Gli integratori fluorati, come le gocce, devono essere prescritti dal pediatra nei casi di oggettiva difficoltà alla somministrazione topica di fluoro attraverso il dentifricio o come metodica di fluoroprofilassi aggiuntiva nei soggetti a rischio di carie, quindi non dalla nascita del bambino ma solo su una reale necessità.

Tale modalità di fluoroprofilassi richiede tuttavia una compliance elevata da parte della famiglia.

Riassumendo

  • E’ raccomandato non iniziare la fluoroprofilassi prima dello spuntare dei primi dentini (circa 6 mesi).
  • Utilizzare un dentifricio fluorato in base all’età del bambino nelle dosi indicate.
  • L’assunzione eccessiva di fluoro in età pediatrica può portare alla fluorosi dentale.
  • Nei soggetti ad alto rischio di carie potrà essere prescritta un’integrazione di fluoro.

Detto ciò, adesso avete in mano tutti gli strumenti per poter fare una scelta corretta.

Ricordatevi che l’arma migliore è sempre la prevenzione e che la bocca dei vostri bimbi va pulita fin dalla nascita.

 

Scarica la guida!

Le due igieniste hanno realizzato un meraviglioso e pratico manuale che racchiude tutte le verità sul fluoro che puoi scaricare da qui⇓

FREEBIE-STOP-alle-errate-credenze-sul-fluoro

Ringrazio per queste preziose precisazioni:

Dott.ssa Maurizia Massardi
Profilo Instagram : @Maurizia Massardi igienista
Visita la Pagina Facebook: Igienista Dentale Dr.ssa Maurizia Massardi

Dott.ssa Gaia Madaschi
Visita la Pagina Facebook: Dott.ssa Gaia Madaschi – Igienista Dentale Bergamo


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Il fluoro, questo sconosciuto, nutre dubbi e timori nel suo utilizzo da parte delle mamme, perché nessuno spiega in realtà quale sia il suo ruolo.

Vista la diversità delle posizioni e delle informazioni reperibili online ho chiesto alle igieniste la dott.ssa Maurizia Massardi e la dott.ssa Gaia Madaschi, di aiutarci a capire meglio il mondo del fluoro e poter rispondere alla domanda: fluoro si o fluoro no?
Le dottoresse interpellate sono colleghe che collaborano da tempo entrambe igieniste dentali e attente alle esigenze delle mamme, sempre pronte a spiegare tutto ciò che è importante per la salute del cavo orale, non solo dei più piccoli.

Prima parliamo della carie

Prima di parlare del fluoro è importante illustrare brevemente che cos’è la carie.
La carie è una malattia infettiva, degenerativa ad eziologia multifattoriale, cioè servono più fattori per riuscire ad innescare questo processo come per esempio:
– il tipo di dieta
– la suscettibilità
– il grado di igiene orale
– la frequenza di assunzione dei cibi

Colpisce circa l’80% della popolazione nei paesi sviluppati e si forma per un’iniziale processo di demineralizzazione dei tessuti duri dei denti.

Quando nella nostra bocca si uniscono batteri e residui di cibo, inizia la formazione della placca batterica.

Se la placca non viene rimossa correttamente, ma lasciata sulle superfici dei nostri denti, i batteri iniziano a produrre un acido, chiamato acido lattico, che inizia a lavorare sulla superficie dello smalto, innescando il processo di demineralizzazione.

Perchè questa premessa?

Il fluoro rinforza lo smalto dei denti e li rende più resistenti agli attacchi delle sostanze acide, che causano la formazione delle carie.
L’assunzione di fluoro è chiamata fluoroprofilassi.

Parliamo quindi ora di fluoro e fluoroprofilassi

Per essere più precise possibili le dottoresse invitano a consultare le Linee Guida Ministeriali del Ministero della Salute.

“La fluoroprofilassi, intesa come prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro, rappresenta la pietra miliare della prevenzione della carie”.

“Negli anni, sono stati sviluppati diversi mezzi di somministrazione del fluoro, ognuno dei quali con diverse concentrazioni, frequenze di uso e posologie (acqua fluorata, latte, sale, compresse, gocce, dentifrici, gel, vernici ecc)”.

“Per definizione, la fluoroprofilassi per via topica descrive tutti i mezzi di erogazione che forniscono fluoro in concentrazioni elevate alle superfici esposte dei denti per un effetto protettivo locale e, pertanto, tali mezzi non sono destinati all’ingestione”

“A oggi, l’effetto preventivo post-eruttivo del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, è considerato più efficace rispetto a quello pre-eruttivo, ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica”.

“I mezzi di fluoroprofilassi maggiormente utilizzati sono quelli per via topica (dentifrici, collutori o gel)”.

“Il declino della prevalenza della carie registrato nei paesi industrializzati è stato principalmente attribuito all’incremento della diffusione dei dentifrici”.

“Il dentifricio fluorato, quindi, rappresenta un mezzo di somministrazione di primaria importanza nella prevenzione della carie”.

“Gli individui in tenera età, tuttavia, non sapendo ancora controllare efficacemente il riflesso della deglutizione, tendono a ingerire involontariamente parte del dentifricio.
È quindi consigliabile un’accurata supervisione della quantità di dentifricio fluorato somministrato al bambino nei primi anni di vita da parte del genitore (quantità pea-size) per ridurre al minimo il rischio di fluorosi”.

In sostanza il Ministero della Salute sottolinea l’importanza del fluoro, presente nei dentifrici, nella prevenzione della carie tramite la normale igiene orale.
Per evitare un’assunzione eccessiva di fluoro che comporta la fluorosi dentale, è necessario attenersi e rispettare le dosi e i tempi indicati per la somministrazione.

Da quando e quanto?

Ecco quindi in modo particolare come deve essere la somministrazione:

  • dai 6 mesi, comunque dall’eruzione del primo dentino, ai 6 anni di età, la fluoroprofilassi può essere effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno, in dose rice-size (le setole dello spazzolino vanno appena appena sporcate di dentifricio, la quantità pari ad un chicco di riso).
  • dopo i 6 anni di età, la fluoroprofilassi viene effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno, in dose pea-size (quantità pari ad un pisello).

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E gli integratori?

Gli integratori fluorati, come le gocce, devono essere prescritti dal pediatra nei casi di oggettiva difficoltà alla somministrazione topica di fluoro attraverso il dentifricio o come metodica di fluoroprofilassi aggiuntiva nei soggetti a rischio di carie, quindi non dalla nascita del bambino ma solo su una reale necessità.

Tale modalità di fluoroprofilassi richiede tuttavia una compliance elevata da parte della famiglia.

Riassumendo

  • E’ raccomandato non iniziare la fluoroprofilassi prima dello spuntare dei primi dentini (circa 6 mesi).
  • Utilizzare un dentifricio fluorato in base all’età del bambino nelle dosi indicate.
  • L’assunzione eccessiva di fluoro in età pediatrica può portare alla fluorosi dentale.
  • Nei soggetti ad alto rischio di carie potrà essere prescritta un’integrazione di fluoro.

Detto ciò, adesso avete in mano tutti gli strumenti per poter fare una scelta corretta.

Ricordatevi che l’arma migliore è sempre la prevenzione e che la bocca dei vostri bimbi va pulita fin dalla nascita.

 

Scarica la guida!

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Dott.ssa Maurizia Massardi
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