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Il Castello di Brescia

Il Castello di Brescia

Quante volte ti è capitato di “fare un giro” al Castello di Brescia?
Se abiti in città è una tappa imperdibile e classica con un suo fascino che stupisce ogni volta.
La maestosità, gli spazi, la vista sulla città oltre a lasciare sempre stupiti rivelano un grande passato.

Con i suoi 75.000 metri quadrati racchiusi entro la cinta muraria è uno dei più vasti complessi fortificati della penisola.

Magari ci sei legato per  un’emozione, un’esperienza, un momento importante della vita che hai vissuto proprio in Castello.
Quanto conosci la storia e le vicende che coinvolgono il Castello?

La storia del castello di Brescia

Le sue strutture edilizie sono testimonianza viva dell’evolversi delle tecniche militari attraverso le quali il suo sistema difensivo è diventato inespugnabile, tanto da fargli guadagnare il nome di “Falcone d’Italia”.
I primi insediamenti di questo sito risalgono all’età Bronzo Finale tra XII e X secolo a.C. ed erano destinati al culto.

Nel I secolo d.C., fu edificato un tempio romano del quale sono ancora visibili le fondamenta in quello che oggi è il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.
In seguito, sempre in epoca romana, divenne un complesso fortificato collegato alle mura della città per difendersi dai rivoltosi bresciani.

Durante il dominio visconteo (1337-1426), il Castello divenne una vera e propria fortezza militare. Fu costruito un sistema fortificato di muraglie e torri che includeva i palazzi del potere civile e di quello ecclesiastico.
Nel 1343, fu edificato il Mastio, residenza del capitano della guarnigione, unica parte della fortezza in cui vennero realizzati affreschi a soggetti geometrici e floreali, e il biscione, simbolo dei Visconti.
Oggi, nel Mastio ha sede il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.

castello-di-brescia-panoramica

Tra il 1450 e il 1500 circa, sotto la dominazione veneta, venne rafforzato il recinto visconteo.
In seguito alla sconfitta dei veneziani da parte dei francesi (1509), il Castello venne ulteriormente potenziato con due torrioni, uno dei quali cosiddetto appunto “dei Francesi”, sempre funzionale alla difesa del Castello che non era ancora dotato di postazioni per l’artiglieria pesante.

Di seguito, nel periodo di alternanza tra la dominazione veneta e quella francese, Brescia conobbe un periodo drammatico che sfocerà poi, nel 1512, nel tragico evento del “Sacco di Brescia” ad opera di Gaston de Foix, ovvero la messa a ferro e fuoco della città.
A seguito del ritorno del dominio veneziano, vennero apportati ulteriori miglioramenti al sistema difensivo del Castello: vennero realizzati nuovi baluardi edifici per il deposito di vettovaglie (il Piccolo e il Grande Miglio).

Nel 1796 i napoleonici occuparono la città e utilizzarono la rocca come caserma e prigione, come fecero più tardi gli austriaci, i quali, se ne servirono nel 1849 durante le Dieci Giornate.

I cittadini, guidati da Tito Speri, infatti, insorsero e lottarono per dieci giorni contro gli oppressori austriaci che, arroccati sul Castello, bombardavano le strade della città.

Il Castello e il Colle Cidneo persero la loro funzione militare tra il 1881 e il 1903, anno in cui le fosse e l’intero Castello passarono di proprietà dal Demanio all’amministrazione comunale.

Nel 1904, sulla scia delle esposizioni universali di Londra (1851) e del resto d’Europa che celebravano il progresso produttivo, il Circolo commerciale e industriale bresciano, costituito negli ultimi anni dell’Ottocento ebbe una visione: il Castello per una esposizione senza precedenti.

Così, non senza difficoltà, l’area del castello, venne dotata di rete idrica e illuminazione elettrica, e messa in comunicazione con l’abitato sottostante mediante un tram elettrico. Un lavoro enorme che rappresentava anche un’anticipazione dei progressi tecnologici che da quel momento, da quel colle, il colle Cidneo, avrebbero poi coinvolto tutta la città.
E così, nel 1904, Brescia ebbe la sua esposizione.

Nel 1912 fu inaugurato lo zoo, attivo fino alla Grande guerra, poi ripristinato negli anni Cinquanta, ed in seguito, chiuso definitivamente nel 1988; anno in cui venne inaugurato il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.

Attualmente il Castello è vivo più che mai, con varie iniziative ed eventi, come il cinema all’aperto in collaborazione con il Nuovo Eden, i food truck di We Love Castello, le serate dell’Unione Astrofili Bresciani, ed il famosissimo CidneON, il festival internazionale delle luci, con artisti provenienti da Francia, Olanda, Germania, Polonia, Ucraina, Corea del Sud e Italia, che ha registrato 150.000 presenze nell’edizione 2017, 275.000 nel 2018 e 340.000 nel 2019.

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Attraverso questa iniziativa è possibile contribuire ad offrire un futuro ai luoghi cui si è legati.

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La candidatura, sostenuta dal Comitato Amici del Cidneo Onlus, sta riscuotendo infatti grande successo: il Castello risulta attualmente al 2° posto in Lombardia (dopo la Città di Bergamo) e al 13° posto a livello nazionale (su oltre 34.000 siti).

La fine del concorso è fissata per il 15 dicembre 2020
Il voto è gratuito e basta 1 click!

Come si vota?
– su moduli cartacei che potete stampare e firmare, raccogliendo anche le firme di amici, parenti e conoscenti. Occorre poi consegnare i moduli cartacei presso la sede del Comitato anche anticipandoli scansionati a mezzo email a info@amicidelcidneo.it

– direttamente online, cliccando il seguente qui⇓

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Se abiti in città è una tappa imperdibile e classica con un suo fascino che stupisce ogni volta.
La maestosità, gli spazi, la vista sulla città oltre a lasciare sempre stupiti rivelano un grande passato.

Con i suoi 75.000 metri quadrati racchiusi entro la cinta muraria è uno dei più vasti complessi fortificati della penisola.

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La storia del castello di Brescia

Le sue strutture edilizie sono testimonianza viva dell’evolversi delle tecniche militari attraverso le quali il suo sistema difensivo è diventato inespugnabile, tanto da fargli guadagnare il nome di “Falcone d’Italia”.
I primi insediamenti di questo sito risalgono all’età Bronzo Finale tra XII e X secolo a.C. ed erano destinati al culto.

Nel I secolo d.C., fu edificato un tempio romano del quale sono ancora visibili le fondamenta in quello che oggi è il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.
In seguito, sempre in epoca romana, divenne un complesso fortificato collegato alle mura della città per difendersi dai rivoltosi bresciani.

Durante il dominio visconteo (1337-1426), il Castello divenne una vera e propria fortezza militare. Fu costruito un sistema fortificato di muraglie e torri che includeva i palazzi del potere civile e di quello ecclesiastico.
Nel 1343, fu edificato il Mastio, residenza del capitano della guarnigione, unica parte della fortezza in cui vennero realizzati affreschi a soggetti geometrici e floreali, e il biscione, simbolo dei Visconti.
Oggi, nel Mastio ha sede il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.

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Tra il 1450 e il 1500 circa, sotto la dominazione veneta, venne rafforzato il recinto visconteo.
In seguito alla sconfitta dei veneziani da parte dei francesi (1509), il Castello venne ulteriormente potenziato con due torrioni, uno dei quali cosiddetto appunto “dei Francesi”, sempre funzionale alla difesa del Castello che non era ancora dotato di postazioni per l’artiglieria pesante.

Di seguito, nel periodo di alternanza tra la dominazione veneta e quella francese, Brescia conobbe un periodo drammatico che sfocerà poi, nel 1512, nel tragico evento del “Sacco di Brescia” ad opera di Gaston de Foix, ovvero la messa a ferro e fuoco della città.
A seguito del ritorno del dominio veneziano, vennero apportati ulteriori miglioramenti al sistema difensivo del Castello: vennero realizzati nuovi baluardi edifici per il deposito di vettovaglie (il Piccolo e il Grande Miglio).

Nel 1796 i napoleonici occuparono la città e utilizzarono la rocca come caserma e prigione, come fecero più tardi gli austriaci, i quali, se ne servirono nel 1849 durante le Dieci Giornate.

I cittadini, guidati da Tito Speri, infatti, insorsero e lottarono per dieci giorni contro gli oppressori austriaci che, arroccati sul Castello, bombardavano le strade della città.

Il Castello e il Colle Cidneo persero la loro funzione militare tra il 1881 e il 1903, anno in cui le fosse e l’intero Castello passarono di proprietà dal Demanio all’amministrazione comunale.

Nel 1904, sulla scia delle esposizioni universali di Londra (1851) e del resto d’Europa che celebravano il progresso produttivo, il Circolo commerciale e industriale bresciano, costituito negli ultimi anni dell’Ottocento ebbe una visione: il Castello per una esposizione senza precedenti.

Così, non senza difficoltà, l’area del castello, venne dotata di rete idrica e illuminazione elettrica, e messa in comunicazione con l’abitato sottostante mediante un tram elettrico. Un lavoro enorme che rappresentava anche un’anticipazione dei progressi tecnologici che da quel momento, da quel colle, il colle Cidneo, avrebbero poi coinvolto tutta la città.
E così, nel 1904, Brescia ebbe la sua esposizione.

Nel 1912 fu inaugurato lo zoo, attivo fino alla Grande guerra, poi ripristinato negli anni Cinquanta, ed in seguito, chiuso definitivamente nel 1988; anno in cui venne inaugurato il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.

Attualmente il Castello è vivo più che mai, con varie iniziative ed eventi, come il cinema all’aperto in collaborazione con il Nuovo Eden, i food truck di We Love Castello, le serate dell’Unione Astrofili Bresciani, ed il famosissimo CidneON, il festival internazionale delle luci, con artisti provenienti da Francia, Olanda, Germania, Polonia, Ucraina, Corea del Sud e Italia, che ha registrato 150.000 presenze nell’edizione 2017, 275.000 nel 2018 e 340.000 nel 2019.

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