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L’allattamento e le figure di supporto, facciamo chiarezza

L’allattamento e le figure di supporto, facciamo chiarezza

A volte l’obiettivo di fare cultura rende le cose più complicate del dovuto e le mamme si ritrovano con la possibilità di avere le informazioni che cercano, ma di non sapere bene a chi chiederle.

Oggi, quasi nel 2020, una mamma che cerca informazioni su come allattare e su come risolvere piccoli o grandi difficoltà con il proprio bebè può trovarsi a parlare e confrontarsi con diverse figure.

C’è l’ostetrica, c’è la mamma alla pari o più comunemente detta peer counselor, c’è la IBCLC… dimenticato nessuno?

Alla fine la confusione è normale e quasi scontata, ma la sostanza e l’obiettivo rimangono gli stessi: passare le corrette informazioni e soprattutto, e sottolineo questo soprattutto, aggiornate.

Il problema è che una mamma non può e non deve essere lei a conoscere tutte le minime differenze tra una figura piuttosto che l’altra, ma può ed è giusto che sappia riconoscere i limiti delle varie figure ed evitare di affidarsi a presunti professionisti, che vanno oltre le loro possibilità e competenze.

Perciò proviamo a fare chiarezza insieme.

IBCLC

Parlando di allattamento la specialista pro è l’IBCLC, questo acronimo americano sta per International Board Certified Lactation Consultant, in italiano si definisce Consulente Professionale in Allattamento Materno.

Colei o colui che svolge questa professione è a tutti gli effetti un professionista specializzato nella gestione clinica dell’allattamento al seno, anche in situazioni complesse e comprese alcune patologie.
Per diventare IBCLC bisogna aver superato un esame qualificante che è uguale in tutto il mondo e che definisce quali devono essere le conoscenze di un IBCLC, inoltre, per definirsi tale ogni 5 anni bisogna dimostrare di essere aggiornati sui temi della lattazione umana e ricertificarsi ogni 10 anni.
L’esame può essere sostenuto da professionisti sanitari e non, che hanno dimostrato di aver partecipato a corsi di formazione in tema negli ultimi anni e di aver svolto moltissime ore di supervisione e osservazione di consulenze con mamme allattanti.

Diciamo che avere a che fare con una IBCLC dovrebbe, parlo al condizionale poiché non posso garantire nulla, voler dire andare sul sicuro, soprattutto quando si stanno affrontando difficoltà molto particolari o patologie importanti. A meno che l’IBCLC dichiari di operare in forma di volontariato è un professionista a pagamento che è tenuto a rilasciarvi regolare fattura o ricevuta.
Visto il percorso di studi e di preparazione senza problemi mostrerà il proprio attestato di certificazione.

Ostetriche

Subito poi arrivano le ostetriche che hanno per formazione universitaria e molte ore di studio sull’allattamento.

Se un’ostetrica decide di continuare la sua formazione post base scegliendo di fare corsi di aggiornamento e approfondimento sul tema lattazione può parificare la sua preparazione a quella di un IBCLC, anche senza sostenere l’esame. Il problema è che questo dipende proprio dalla volontà di studio e ricerca su questo tema o meno.

Le ostetriche hanno una laurea triennale che fornisce competenze in ambito non solo neonatale, anche ostetrico e ginecologico perciò ognuna può scegliere cosa approfondire durante la propria carriera.

Anche in questo caso c’è l’obbligo di aggiornamento. Le ostetriche sono presenti negli ospedali e nei consultori a titolo gratuito e in libera professione a pagamento.

Il territorio bresciano ha la fortuna di avere a disposizione una buonissima schiera di ostetriche private aggiornatissime nell’ambito allattamento e che lavorano in rete di comunicazione tra di loro, situazione che raramente si ritrova in altre città. Potete controllare l’iscrizione all’albo di un’ostetrica sul sito nazionale e chiedere alla professionista stessa il suo curriculum così da capire se ha seguito aggiornamenti sull’allattamento, ricordando però che un’ostetrica può anche studiare e aggiornarsi per conto proprio.

Peer Conuselor

Vi sono infine le mamme alla pari che sono un gruppo di mamme, che hanno seguito a loro spese una formazione base sull’allattamento e aiutano le altre mamme in contesti come spazi mamme, associazioni, gruppi di auto-aiuto sia individualmente sia in gruppo a titolo volontario e assolutamente gratuito.

C’è da sapere che se una peer counselor chiede dei soldi lo fa illegalmente e contro il principio per cui la sua figura è nata.
Le sue conoscenze e competenze sono limitate per questo servizio e spessissimo, infatti, le mamme alla pari hanno pronti i contatti di ostetriche o IBCLC o altre figure da attivare in caso si valuti insieme la necessità di un aiuto professionale.
Le mamme alla pari sono una risorsa preziosa per le ostetriche.
Riescono spesso a rispondere molto più velocemente e prontamente a richieste che per un’ostetrica sono “di semplice risposta” permettendo così di dedicare maggiore tempo alle situazioni più bisognose o complesse
Inoltre è bellissimo sapere che fra le mamme si possa ricreare quell’aiuto pratico e solidale che solo i villaggi di una volta sapevano realizzare.

Queste sono le figure che più sono legate all’allattamento e al vostro servizio, spero di avervi fatto un po’ di chiarezza.

Con questo sappiate che i servizi di un’ostetrica si possono regalare o farsi regalare, se per Natale non hai ancora idee…una consulenza o  un mini-percorso con un’ostetrica possono essere certamente un’ottima idea.
Ideale in realtà non solo a Natale!

Buone feste di latte!

Ostetrica Stefania Paloschi
Opera presso www.spaziolalibellula.it
stefaniapaloschi.com
stefaniapaloschi.ostetrica@gmail.com
327 1834035

⇒ Scopri di più sul mondo dello Spazio La Libellula


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Oggi, quasi nel 2020, una mamma che cerca informazioni su come allattare e su come risolvere piccoli o grandi difficoltà con il proprio bebè può trovarsi a parlare e confrontarsi con diverse figure.

C’è l’ostetrica, c’è la mamma alla pari o più comunemente detta peer counselor, c’è la IBCLC… dimenticato nessuno?

Alla fine la confusione è normale e quasi scontata, ma la sostanza e l’obiettivo rimangono gli stessi: passare le corrette informazioni e soprattutto, e sottolineo questo soprattutto, aggiornate.

Il problema è che una mamma non può e non deve essere lei a conoscere tutte le minime differenze tra una figura piuttosto che l’altra, ma può ed è giusto che sappia riconoscere i limiti delle varie figure ed evitare di affidarsi a presunti professionisti, che vanno oltre le loro possibilità e competenze.

Perciò proviamo a fare chiarezza insieme.

IBCLC

Parlando di allattamento la specialista pro è l’IBCLC, questo acronimo americano sta per International Board Certified Lactation Consultant, in italiano si definisce Consulente Professionale in Allattamento Materno.

Colei o colui che svolge questa professione è a tutti gli effetti un professionista specializzato nella gestione clinica dell’allattamento al seno, anche in situazioni complesse e comprese alcune patologie.
Per diventare IBCLC bisogna aver superato un esame qualificante che è uguale in tutto il mondo e che definisce quali devono essere le conoscenze di un IBCLC, inoltre, per definirsi tale ogni 5 anni bisogna dimostrare di essere aggiornati sui temi della lattazione umana e ricertificarsi ogni 10 anni.
L’esame può essere sostenuto da professionisti sanitari e non, che hanno dimostrato di aver partecipato a corsi di formazione in tema negli ultimi anni e di aver svolto moltissime ore di supervisione e osservazione di consulenze con mamme allattanti.

Diciamo che avere a che fare con una IBCLC dovrebbe, parlo al condizionale poiché non posso garantire nulla, voler dire andare sul sicuro, soprattutto quando si stanno affrontando difficoltà molto particolari o patologie importanti. A meno che l’IBCLC dichiari di operare in forma di volontariato è un professionista a pagamento che è tenuto a rilasciarvi regolare fattura o ricevuta.
Visto il percorso di studi e di preparazione senza problemi mostrerà il proprio attestato di certificazione.

Ostetriche

Subito poi arrivano le ostetriche che hanno per formazione universitaria e molte ore di studio sull’allattamento.

Se un’ostetrica decide di continuare la sua formazione post base scegliendo di fare corsi di aggiornamento e approfondimento sul tema lattazione può parificare la sua preparazione a quella di un IBCLC, anche senza sostenere l’esame. Il problema è che questo dipende proprio dalla volontà di studio e ricerca su questo tema o meno.

Le ostetriche hanno una laurea triennale che fornisce competenze in ambito non solo neonatale, anche ostetrico e ginecologico perciò ognuna può scegliere cosa approfondire durante la propria carriera.

Anche in questo caso c’è l’obbligo di aggiornamento. Le ostetriche sono presenti negli ospedali e nei consultori a titolo gratuito e in libera professione a pagamento.

Il territorio bresciano ha la fortuna di avere a disposizione una buonissima schiera di ostetriche private aggiornatissime nell’ambito allattamento e che lavorano in rete di comunicazione tra di loro, situazione che raramente si ritrova in altre città. Potete controllare l’iscrizione all’albo di un’ostetrica sul sito nazionale e chiedere alla professionista stessa il suo curriculum così da capire se ha seguito aggiornamenti sull’allattamento, ricordando però che un’ostetrica può anche studiare e aggiornarsi per conto proprio.

Peer Conuselor

Vi sono infine le mamme alla pari che sono un gruppo di mamme, che hanno seguito a loro spese una formazione base sull’allattamento e aiutano le altre mamme in contesti come spazi mamme, associazioni, gruppi di auto-aiuto sia individualmente sia in gruppo a titolo volontario e assolutamente gratuito.

C’è da sapere che se una peer counselor chiede dei soldi lo fa illegalmente e contro il principio per cui la sua figura è nata.
Le sue conoscenze e competenze sono limitate per questo servizio e spessissimo, infatti, le mamme alla pari hanno pronti i contatti di ostetriche o IBCLC o altre figure da attivare in caso si valuti insieme la necessità di un aiuto professionale.
Le mamme alla pari sono una risorsa preziosa per le ostetriche.
Riescono spesso a rispondere molto più velocemente e prontamente a richieste che per un’ostetrica sono “di semplice risposta” permettendo così di dedicare maggiore tempo alle situazioni più bisognose o complesse
Inoltre è bellissimo sapere che fra le mamme si possa ricreare quell’aiuto pratico e solidale che solo i villaggi di una volta sapevano realizzare.

Queste sono le figure che più sono legate all’allattamento e al vostro servizio, spero di avervi fatto un po’ di chiarezza.

Con questo sappiate che i servizi di un’ostetrica si possono regalare o farsi regalare, se per Natale non hai ancora idee…una consulenza o  un mini-percorso con un’ostetrica possono essere certamente un’ottima idea.
Ideale in realtà non solo a Natale!

Buone feste di latte!

Ostetrica Stefania Paloschi
Opera presso www.spaziolalibellula.it
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