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Voucher babysitting e asili nido

Voucher babysitting e asili nido

Nella complessità delle leggi, norme, decreti,…… Simona Fontana ci aiuta a chiarire i dubbi per la richiesta dei voucher babysitting e asili nido sia per dipendenti che per autonome

Ecco i nuovi voucher babysitting ed i voucher asili nido

La legge di stabilità 2016 proroga anche alle professioniste ed alle lavoratrici autonome in generale i voucher babysitting ed i voucher asilo nido che erano già previsti con riferimento solo alle lavoratrici dipendenti.

Per tale beneficio è stato effettuato uno stanziamento di 2 milioni di euro; per la sua operatività si dovrà però attendere un decreto di natura non regolamentare del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, assunto di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere emanato entro la fine di Febbraio.

Possono richiedere i voucher:

 le lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato;

 le lavoratrici iscritte alla gestione separata;

 le lavoratrici autonome e le imprenditrici.

Le lavoratrici devono trovarsi, al momento della presentazione della domanda, negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità e non devono aver già fruito dell’intero periodo di congedo parentale, o maternità facoltativa.

L’agevolazione consiste in uno dei seguenti apporti non comulabili ma alternativi tra loro:

 contributo per il pagamento dei servizi pubblici per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;

 voucher per l’acquisito di servizi di baby-sitting.

L’importo del contributo è di 600 euro; per le lavoratrici dipendenti è riconosciuto per un periodo massimo di 6 mesi mentre per le lavoratrici iscritte alla gestione separata, libere professioniste e imprenditrici è pari a 3 mesi.

voucher_mamme_autonome

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l beneficio è alternativo alla fruizione del congedo parentale, pertanto, la sua erogazione determina la rinuncia al congedo parentale da parte della lavoratrice. Per le lavoratrici part time l’importo del voucher dovrà naturalmente essere riproporzionato. Il contributo per gli asili nidi è pagato direttamente alla struttura scolastica scelta dalla madre (che deve essere però presente nell’apposito elenco pubblicato sul sito dell’Inps).

Il contributo relativo al pagamento dei servizi di baby-sitting è, invece, riconosciuto tramite voucher per lavoro occasionale che dovranno essere ritirati dalla madre entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda. Se non vengono ritirati entro tale termine il beneficio si intenderà rinunciato e, quindi, sarà possibile usufruire del congedo parentale.

Rimaniamo in attesa ora dell’emanazione oltre che dei decreti anche delle circolari esplicative da parte dell’Inps in modo da poter conoscere in modo più esaustivo le specifiche modalità da seguire per poter usufruire di tali benefici.

simona_fontana_mamm_che_lavoro


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La legge di stabilità 2016 proroga anche alle professioniste ed alle lavoratrici autonome in generale i voucher babysitting ed i voucher asilo nido che erano già previsti con riferimento solo alle lavoratrici dipendenti.

Per tale beneficio è stato effettuato uno stanziamento di 2 milioni di euro; per la sua operatività si dovrà però attendere un decreto di natura non regolamentare del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, assunto di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere emanato entro la fine di Febbraio.

Possono richiedere i voucher:

 le lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato;

 le lavoratrici iscritte alla gestione separata;

 le lavoratrici autonome e le imprenditrici.

Le lavoratrici devono trovarsi, al momento della presentazione della domanda, negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità e non devono aver già fruito dell’intero periodo di congedo parentale, o maternità facoltativa.

L’agevolazione consiste in uno dei seguenti apporti non comulabili ma alternativi tra loro:

 contributo per il pagamento dei servizi pubblici per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;

 voucher per l’acquisito di servizi di baby-sitting.

L’importo del contributo è di 600 euro; per le lavoratrici dipendenti è riconosciuto per un periodo massimo di 6 mesi mentre per le lavoratrici iscritte alla gestione separata, libere professioniste e imprenditrici è pari a 3 mesi.

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l beneficio è alternativo alla fruizione del congedo parentale, pertanto, la sua erogazione determina la rinuncia al congedo parentale da parte della lavoratrice. Per le lavoratrici part time l’importo del voucher dovrà naturalmente essere riproporzionato. Il contributo per gli asili nidi è pagato direttamente alla struttura scolastica scelta dalla madre (che deve essere però presente nell’apposito elenco pubblicato sul sito dell’Inps).

Il contributo relativo al pagamento dei servizi di baby-sitting è, invece, riconosciuto tramite voucher per lavoro occasionale che dovranno essere ritirati dalla madre entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda. Se non vengono ritirati entro tale termine il beneficio si intenderà rinunciato e, quindi, sarà possibile usufruire del congedo parentale.

Rimaniamo in attesa ora dell’emanazione oltre che dei decreti anche delle circolari esplicative da parte dell’Inps in modo da poter conoscere in modo più esaustivo le specifiche modalità da seguire per poter usufruire di tali benefici.

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