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Ingorgo mammario: cos’è e come si previene

Ingorgo mammario: cos’è e come si previene

L’ingorgo mammario è purtroppo un facile ostacolo in cui le neomamme incappano soprattutto nei primi periodi in cui allattano o all’inizio dello svezzamento del bambino.

Esso può portare ad infiammazioni dolorose al seno con conseguente rischio di abbandono dell’allattamento se non si interviene in modo tempestivo.

In cosa consiste l’ingorgo mammario? E come si previene?

Solitamente in seguito alla montata lattea tra la seconda e la quinta giornata , il seno comincia a farsi più teso e pesante perché esiste un effettivo aumento della flusso sanguigno e linfatico verso i tessuti del seno, la pelle del capezzolo e dell’areola potrebbero diventare tesi rendendo l’attacco del bambino più difficile.

Se il bimbo viene attaccato con frequenza ed efficacia quindi con un drenaggio frequente del seno i fluidi verranno facilmente estratti, viceversa se questo non avviene il flusso del sangue rallenta e può crearsi infiammazione e gonfiore che si potrà estendere fino all’area ascellare.

L’ingorgo è caratterizzato da edema e dolore, seno teso soprattutto nella zona del capezzolo, lucido più o meno arrossato. Spesso non esce latte nonostante la tensione e può accompagnarsi a febbre per 24 ore.
Il seno turgido e pieno può diventare molto così congestionato da rendere complicato l’attacco del bambino e difficile anche la spremitura manuale.

La cosa importante da fare per prevenire l’ingorgo dopo la prima montata lattea è il contatto pelle a pelle immediatamente dopo il parto e avviare la prima poppata entro un’ora dalla nascita (passo 4° dei Dieci passi per l’allattamento al seno), verificare che le poppate siano frequenti 8 – 12 volte nelle 24 ore, assicurarsi che il bambino abbia attacco e suzione efficaci, non utilizzare succhiotti o tettarelle se il bambino non riesce ad attaccarsi subito al seno, estrarre un po’ di latte con la spremitura manuale usando strategie per stimolare il riflesso di emissione come massaggi, pressione inversa.

Gli impacchi tiepidi con bende/asciugamani o borse d’acqua calda solo se il latte esce.

L’attacco del bambino al seno è quindi importante?

L’attacco corretto al seno del bambino è fondamentale altrimenti non riuscirebbe ad estrarre il latte aumentando così il problema della stasi negli alveoli e provocando altresì una diminuzione della produzione (fil).

E’ altrettanto importante massaggiare il seno in maniera adeguata e spremere manualmente un po’ di latte prima di attaccare il bambino per ammorbidire l’areola e agevolare l’attacco o, eventualmente, se il bambino fatica ad attaccarsi, utilizzare con cautela un tiralatte previo massaggio adatto al seno e qualche impacco caldo appena prima dell’utilizzo del tiralatte.

Per ridurre il rossore e l’infiammazione si possono anche fare impacchi freddi tra una poppata e l’altra.

Quelli caldi vanno fatti immediatamente prima di attaccare il bambino o tiralatte.

Un ulteriore indicazione che sarebbe utile ricordare è quella di variare spesso posizione del bambino al seno per assicurare un drenaggio efficace facendolo succhiare da diverse angolazioni.
Farlo poppare spesso, non lasciando lunghi tempi tra un pasto e l’altro, evita che il seno si riempia troppo con il rischio di congestione.

Come si capisce se un attacco al seno è corretto?

Un attacco corretto del bambino dipende innanzitutto dalla postura materna, una posizione comoda rilassata per tutta la durata della poppata, con le spalle appoggiate e il busto leggermente inclinato all’indietro, permettono una buona apertura del torace, agevolano il bambino ad andare verso la madre e non viceversa, cosicché il corpo della madre offra completo appoggio al bambino.

E’ importante anche la posizione del corpo del bambino sia a stretto contatto con quello della madre pancia a pancia senza spazi liberi, il bimbo deve avere in asse orecchio, spalla e anca.

Inizialmente il capezzolo va orientato al naso del bambino per stimolarne l’apertura della bocca , la madre può sfiorare le labbra del piccolo con il capezzolo o con il dito indice, o semplicemente attendere che sia lui a spalancarla dopodichè il mento e il labbro inferiore del bimbo toccano per primi il seno della madre, lei tenendo non troppo rigidamente la nuca del bambino (possibilmente con pollice e indice ai lobi delle orecchie cioè dita “ a c”)può permettere la retroflessione della sua testa, avvicinandola dolcemente al seno in modo che possa portare in bocca tutto il capezzolo e buona parte dell’areola.

I segni di un attacco adeguato sono principalmente la bocca del bambino completamente spalancata il labbro inferiore estroflesso, il mento del bambino ben attaccato al seno, lingua che avvolge la parte inferiore dell’areola come un cucchiaio.

La madre in questo modo non sente dolore all’attacco e durante la suzione e inoltre non sono udibili “schiocchi” che fanno intendere una posizione della lingua non efficace per l’estrazione del latte.

L’efficienza della suzione si capisce osservando il movimento della sua mandibola ed è inteso il suono del trasferimento del latte dalla sua deglutizione.

Eventualmente l’uso del tiralatte può essere utile ed è importante conoscere la sua funzione e utilizzo?

Sì assolutamente, il tiralatte può essere utile in alcuni casi ma con le dovute accortezze:

  • se il seno è arrossato si fanno impacchi freddi per disinfiammare,
  • se il seno non è arrossato si possono fare impacchi caldi e usare subito correttamente il tiralatte facendo un massaggio al seno prima e durante l’estrazione.

È importante utilizzarlo per almeno di 10 minuti per seno per drenare gli alveoli.
Il farmacista che è colui che più generalmente consiglia o affitta questo ausilio avrebbe bisogno di aiuto competente a riguardo delle sue indicazioni?
Molte donne quando hanno un problema di questo tipo si rivolgono al farmacista. Sarebbe auspicabile innanzitutto che la farmacia sia dotata di un tiralatte a noleggio e che il personale sappia spiegare esattamente l’utilizzo di questo ausilio e sapere quando è indicato e quando invece sarebbe meglio evitarlo.
Le competenze su come aiutare una mamma con dei problemi legati all’allattamento si acquisiscono solo durante un corso specifico sull’allattamento che permette ad ogni farmacista di essere in grado di rispondere in maniera adeguata
alle problematiche esposte dalle clienti in modo da potere aiutare efficacemente una mamma in difficoltà. E’ davvero importante la formazione del farmacista in questo campo anche perché alle volte si rischia di dare consigli che possono peggiorare la situazione, causando l’interruzione dell’allattamento anziché favorirlo e, visto che parliamo di salute pubblica, se il farmacista non ha approfondito l’argomento dovrebbe saper indicare alle mamme dove trovare sostegno competente.

Quali consigli possono essere d’aiuto sul corretto funzionamento di un seno che allatta?

Un buon consiglio è quello sicuramente di fare poppate frequenti, ogni due ore circa, e lasciare che sia il bimbo a staccarsi e di non lasciare un seno poco drenato, cambiare spesso posizione facendo molta attenzione all’attacco del bambino e non utilizzare tettarelle e ciucci per evitare confusione al bambino a causa delle differenti tipologie di suzione.

 

Ringrazio per questo articolo:
Giovanna Sottini
Puericultrice ed educatrice perinatale
telefono: 338 4409957
mail: viola.jo@libero.it
Conosci meglio Giovanna e i suoi servizi


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L’ingorgo mammario è purtroppo un facile ostacolo in cui le neomamme incappano soprattutto nei primi periodi in cui allattano o all’inizio dello svezzamento del bambino.

Esso può portare ad infiammazioni dolorose al seno con conseguente rischio di abbandono dell’allattamento se non si interviene in modo tempestivo.

In cosa consiste l’ingorgo mammario? E come si previene?

Solitamente in seguito alla montata lattea tra la seconda e la quinta giornata , il seno comincia a farsi più teso e pesante perché esiste un effettivo aumento della flusso sanguigno e linfatico verso i tessuti del seno, la pelle del capezzolo e dell’areola potrebbero diventare tesi rendendo l’attacco del bambino più difficile.

Se il bimbo viene attaccato con frequenza ed efficacia quindi con un drenaggio frequente del seno i fluidi verranno facilmente estratti, viceversa se questo non avviene il flusso del sangue rallenta e può crearsi infiammazione e gonfiore che si potrà estendere fino all’area ascellare.

L’ingorgo è caratterizzato da edema e dolore, seno teso soprattutto nella zona del capezzolo, lucido più o meno arrossato. Spesso non esce latte nonostante la tensione e può accompagnarsi a febbre per 24 ore.
Il seno turgido e pieno può diventare molto così congestionato da rendere complicato l’attacco del bambino e difficile anche la spremitura manuale.

La cosa importante da fare per prevenire l’ingorgo dopo la prima montata lattea è il contatto pelle a pelle immediatamente dopo il parto e avviare la prima poppata entro un’ora dalla nascita (passo 4° dei Dieci passi per l’allattamento al seno), verificare che le poppate siano frequenti 8 – 12 volte nelle 24 ore, assicurarsi che il bambino abbia attacco e suzione efficaci, non utilizzare succhiotti o tettarelle se il bambino non riesce ad attaccarsi subito al seno, estrarre un po’ di latte con la spremitura manuale usando strategie per stimolare il riflesso di emissione come massaggi, pressione inversa.

Gli impacchi tiepidi con bende/asciugamani o borse d’acqua calda solo se il latte esce.

L’attacco del bambino al seno è quindi importante?

L’attacco corretto al seno del bambino è fondamentale altrimenti non riuscirebbe ad estrarre il latte aumentando così il problema della stasi negli alveoli e provocando altresì una diminuzione della produzione (fil).

E’ altrettanto importante massaggiare il seno in maniera adeguata e spremere manualmente un po’ di latte prima di attaccare il bambino per ammorbidire l’areola e agevolare l’attacco o, eventualmente, se il bambino fatica ad attaccarsi, utilizzare con cautela un tiralatte previo massaggio adatto al seno e qualche impacco caldo appena prima dell’utilizzo del tiralatte.

Per ridurre il rossore e l’infiammazione si possono anche fare impacchi freddi tra una poppata e l’altra.

Quelli caldi vanno fatti immediatamente prima di attaccare il bambino o tiralatte.

Un ulteriore indicazione che sarebbe utile ricordare è quella di variare spesso posizione del bambino al seno per assicurare un drenaggio efficace facendolo succhiare da diverse angolazioni.
Farlo poppare spesso, non lasciando lunghi tempi tra un pasto e l’altro, evita che il seno si riempia troppo con il rischio di congestione.

Come si capisce se un attacco al seno è corretto?

Un attacco corretto del bambino dipende innanzitutto dalla postura materna, una posizione comoda rilassata per tutta la durata della poppata, con le spalle appoggiate e il busto leggermente inclinato all’indietro, permettono una buona apertura del torace, agevolano il bambino ad andare verso la madre e non viceversa, cosicché il corpo della madre offra completo appoggio al bambino.

E’ importante anche la posizione del corpo del bambino sia a stretto contatto con quello della madre pancia a pancia senza spazi liberi, il bimbo deve avere in asse orecchio, spalla e anca.

Inizialmente il capezzolo va orientato al naso del bambino per stimolarne l’apertura della bocca , la madre può sfiorare le labbra del piccolo con il capezzolo o con il dito indice, o semplicemente attendere che sia lui a spalancarla dopodichè il mento e il labbro inferiore del bimbo toccano per primi il seno della madre, lei tenendo non troppo rigidamente la nuca del bambino (possibilmente con pollice e indice ai lobi delle orecchie cioè dita “ a c”)può permettere la retroflessione della sua testa, avvicinandola dolcemente al seno in modo che possa portare in bocca tutto il capezzolo e buona parte dell’areola.

I segni di un attacco adeguato sono principalmente la bocca del bambino completamente spalancata il labbro inferiore estroflesso, il mento del bambino ben attaccato al seno, lingua che avvolge la parte inferiore dell’areola come un cucchiaio.

La madre in questo modo non sente dolore all’attacco e durante la suzione e inoltre non sono udibili “schiocchi” che fanno intendere una posizione della lingua non efficace per l’estrazione del latte.

L’efficienza della suzione si capisce osservando il movimento della sua mandibola ed è inteso il suono del trasferimento del latte dalla sua deglutizione.

Eventualmente l’uso del tiralatte può essere utile ed è importante conoscere la sua funzione e utilizzo?

Sì assolutamente, il tiralatte può essere utile in alcuni casi ma con le dovute accortezze:

  • se il seno è arrossato si fanno impacchi freddi per disinfiammare,
  • se il seno non è arrossato si possono fare impacchi caldi e usare subito correttamente il tiralatte facendo un massaggio al seno prima e durante l’estrazione.

È importante utilizzarlo per almeno di 10 minuti per seno per drenare gli alveoli.
Il farmacista che è colui che più generalmente consiglia o affitta questo ausilio avrebbe bisogno di aiuto competente a riguardo delle sue indicazioni?
Molte donne quando hanno un problema di questo tipo si rivolgono al farmacista. Sarebbe auspicabile innanzitutto che la farmacia sia dotata di un tiralatte a noleggio e che il personale sappia spiegare esattamente l’utilizzo di questo ausilio e sapere quando è indicato e quando invece sarebbe meglio evitarlo.
Le competenze su come aiutare una mamma con dei problemi legati all’allattamento si acquisiscono solo durante un corso specifico sull’allattamento che permette ad ogni farmacista di essere in grado di rispondere in maniera adeguata
alle problematiche esposte dalle clienti in modo da potere aiutare efficacemente una mamma in difficoltà. E’ davvero importante la formazione del farmacista in questo campo anche perché alle volte si rischia di dare consigli che possono peggiorare la situazione, causando l’interruzione dell’allattamento anziché favorirlo e, visto che parliamo di salute pubblica, se il farmacista non ha approfondito l’argomento dovrebbe saper indicare alle mamme dove trovare sostegno competente.

Quali consigli possono essere d’aiuto sul corretto funzionamento di un seno che allatta?

Un buon consiglio è quello sicuramente di fare poppate frequenti, ogni due ore circa, e lasciare che sia il bimbo a staccarsi e di non lasciare un seno poco drenato, cambiare spesso posizione facendo molta attenzione all’attacco del bambino e non utilizzare tettarelle e ciucci per evitare confusione al bambino a causa delle differenti tipologie di suzione.

 

Ringrazio per questo articolo:
Giovanna Sottini
Puericultrice ed educatrice perinatale
telefono: 338 4409957
mail: viola.jo@libero.it
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