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Genitori ai tempi del Covid-19… che ne sarà dei nostri cuccioli?

Genitori ai tempi del Covid-19… che ne sarà dei nostri cuccioli?

Come questo tempo e questo virus impatterà sulla vita dei bambini?

Mi presento mi chiamo Silvia sono una pedagogista educatrice di asilo nido e istruttrice di acquaticità neonatale,

Il mio lavoro mi porta a  stretto contatto con famiglie, genitori, bambini, nonni, zii e tutte le persone che fanno parte del meraviglioso mondo dell’infanzia.
Nel quotidiano mi trovo ad affrontare domande dubbi perplessità richieste di consigli da parte dei genitori.

Ogni dialogo è accolto con il cuore ma ci tengo sempre a fare una premessa importante:

Gli esperti primari dell’educazione dei propri figli sono i genitori; sono loro che conoscono i propri figli al mille per mille senza sconti, conoscono percepiscono ogni loro cambiamento.

Una mamma sa perfettamente leggere negli occhi del suo cucciolo. È proprio per questo che vi invito a riflettere sull’importanza dello star bene come persone perché se voi state bene riuscite a trasmettere serenità ai vostri bimbi.
Ogni esperto di educazione vi potrà consigliare al meglio ma cosa sia davvero il meglio per il proprio figlio lo sa prima di tutto la famiglia; vero è che molte volte mettendo come giusto al primissimo posto i bimbi ci dimentichiamo di noi stessi…

“Non puoi aiutare nessuno se non metti in gioco te stesso” cit. Carl Rogers

Quanti di voi si sono messi in gioco come mai prima d’ora in questi mesi di lockdown?

Facciamo tesoro di un momento difficile perché io sono certa che ogni famiglia abbia riscoperto il piacere di vivere il tempo del bambino, di trovare il momento per osservare il proprio figlio, per scoprirne le meraviglie che spesso a causa della frenesia ci sfuggono.

Sicuramente siete stati messi anche alla prova, ci saranno stati momento di alti e bassi ma è bello potersi ascoltare dentro ogni tanto, è bello poter ripartire con nuova carica.
Ed è proprio ciò che accadrà d’ora in poi, lentamente si ricomincia ma cerchiamo di non perdere questo vissuto intenso.

Cerchiamo di far tesoro del tempo e promettiamoci di prenderci cura di noi stessi proprio per dare il meglio con i nostri figli, una passeggiata, un caffè con le amiche, una semplice doccia con calma… sono gesti semplici ma non scontati per mamme e papà.

Vi ho introdotto a questo importante aspetto dello “stare bene” come genitori poiché il periodo appena trascorso lascerà segni indelebili nei bimbi; difficoltà di cui ci accorgeremo soprattutto nel corso della ripresa.

Non voglio allarmarvi, la mia vuole essere una semplice visione della situazione per orientare il modo di porsi verso il futuro.

Il bambino ha bisogno di una socialità con i pari per crescere al meglio, ha bisogno di confronto, di contatto, di prove, di condivisione e tutto questo non è stato possibile per troppo tempo. La difficoltà l’abbiamo percepita noi adulti che attraverso smartphone, pc etc potevamo mantenere un contatto o almeno un’idea di ciò, figuriamoci i piccoli!

Ogni genitore, io ne sono certa, ha cercato di riorganizzare la propria vita per sopperire alle mancanze e si sono creati legami fortissimi tra madre e figlio ancor più forti di prima; le idee e gli input dalle strutture educative non sono mancati, la crescita globalmente parlando non è cambiata ma la socialità aiuta i bimbi sotto molti aspetti dello sviluppo.

Prima di tutto i bimbi vivono di routine e da marzo la routine è stata stravolta e sconvolta; l’aver ricreato nuove routine è già molto utile per una minima stabilità ma la mancanza di socialità soprattutto di pari innesca un meccanismo di fragilità; i bambini hanno bisogno di essere messi alla prova, di avere un proprio spazio, un proprio tempo con altri bambini.

Lo sviluppo cognitivo è essenzialmente un processo sociale. La vita dei bambini è ricca di incontri e la necessità di variare i contesti di apprendimento è fondamentale.
Il periodo trascorso in situazione di emergenza può sembrare breve ma se pensiamo ai ritmi di crescita dei bambini ha occupato buona parte dell’anno, periodo in cui la permanenza in un unico contesto, quello familiare ha limitato notevolmente la possibilità esperienziale al di fuori ma a mio parere non è stato uno stop completo.

Oggi riapriamo gli occhi verso un mondo un po’ diverso, speriamo non per molto, e diamo la possibilità ai bambini di riconquistare a poco a poco quel contatto sospeso.
I timori sono assolutamente umani e fondati ma il bene dei vostri bimbi è ancor più importante, ripartiamo in sicurezza, ma ripartiamo insieme!

E proprio in queste settimane i vostri bimbi avranno la possibilità di tornare alla socialità in modi un po’ diversi da quelli a cui erano ed eravate abituati ma il rientro sarà sicuramente speciale.
Questi nuovi metodi di gestione che hanno limiti solo se ci chiudiamo a un solo punto di vista, esplorando meglio scopriremo quanto la possibilità di una gestione in piccoli gruppi da parte di una sola educatrice o insegnante sia un metodo molto promettente per dare stabilità, ovvero la presenza della stessa figura di riferimento, ma anche per permettere di svolgere attività e sperimentare esperienze che in gruppi più ampi non è possibile proporre.

Il legame familiare consolidato nel periodo di lockdown potrà non soltanto perdurare ma persino fortificarsi ulteriormente, importante per i vostri figli è il sentirsi ascoltati e ciò non significa assecondare richieste ad ogni occasione ma spiegare il perché di determinate scelte o dare motivazioni adeguate al loro sviluppo cognitivo.
Significa condividere con loro momenti semplici ma speciali che non sono necessariamente artefatti, anzi se in quarantena li avete coinvolti nello svolgimento di alcune faccende domestiche perché non mantenere l’abitudine? Apparecchiare la tavola insieme, l’aiuto in cucina, la raccolta differenziata, suddividere i panni da lavare per colore, annaffiare i fiori, … etc.

E’ molto importante per l’autostima e la fiducia in sé stessi portare a termine un compito e svilupparne le capacità con l’esercizio che per i bimbi può divenire un gioco.
Il loro sentirsi parte integrante del sistema familiare li appaga molto e il loro aiuto per voi è prezioso e lo sarà anche in futuro.

Potete anche decidere di prendervi maggior tempo per altri momenti insieme nel week end o nei giorni in cui avete l’intera giornata a disposizione potendo gestire lo scorrere del giorno in modo tranquillo. Non sempre sarà possibile ma provateci.

Non è assolutamente necessario mirare ad essere perfetti anzi spesso è controproducente, ogni persona, ogni famiglia ha un proprio equilibrio e ciò non va mai dimenticato.
La stanchezza, la frustrazione, giornate difficili non devono essere necessariamente viste come ostacoli ma come segni dell’importanza dell’ascoltarsi e del sapersi fermare il mettersi in gioco significa anche impegnarsi ad affrontare anche alti e bassi.

Proprio quando eravamo “bloccati”ci siamo accorti di tutte le risorse di cui siamo dotati e di quanto potesse mancarci la nostra quotidianità, di quanto anche le emozioni negative debbano essere ascoltate provate, sentite e a volte condivise.

E non dimenticate che quello sguardo curioso di un bambino che sembra far finta di non vedere in realtà coglie ancor più in profondità di quanto si possa credere … buon nuovo inizio a tutti!!!

 

Ringrazio per questa condivisione:
Silvia Pezzotti
telefono: 338 927 36 96
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Nel quotidiano mi trovo ad affrontare domande dubbi perplessità richieste di consigli da parte dei genitori.

Ogni dialogo è accolto con il cuore ma ci tengo sempre a fare una premessa importante:

Gli esperti primari dell’educazione dei propri figli sono i genitori; sono loro che conoscono i propri figli al mille per mille senza sconti, conoscono percepiscono ogni loro cambiamento.

Una mamma sa perfettamente leggere negli occhi del suo cucciolo. È proprio per questo che vi invito a riflettere sull’importanza dello star bene come persone perché se voi state bene riuscite a trasmettere serenità ai vostri bimbi.
Ogni esperto di educazione vi potrà consigliare al meglio ma cosa sia davvero il meglio per il proprio figlio lo sa prima di tutto la famiglia; vero è che molte volte mettendo come giusto al primissimo posto i bimbi ci dimentichiamo di noi stessi…

“Non puoi aiutare nessuno se non metti in gioco te stesso” cit. Carl Rogers

Quanti di voi si sono messi in gioco come mai prima d’ora in questi mesi di lockdown?

Facciamo tesoro di un momento difficile perché io sono certa che ogni famiglia abbia riscoperto il piacere di vivere il tempo del bambino, di trovare il momento per osservare il proprio figlio, per scoprirne le meraviglie che spesso a causa della frenesia ci sfuggono.

Sicuramente siete stati messi anche alla prova, ci saranno stati momento di alti e bassi ma è bello potersi ascoltare dentro ogni tanto, è bello poter ripartire con nuova carica.
Ed è proprio ciò che accadrà d’ora in poi, lentamente si ricomincia ma cerchiamo di non perdere questo vissuto intenso.

Cerchiamo di far tesoro del tempo e promettiamoci di prenderci cura di noi stessi proprio per dare il meglio con i nostri figli, una passeggiata, un caffè con le amiche, una semplice doccia con calma… sono gesti semplici ma non scontati per mamme e papà.

Vi ho introdotto a questo importante aspetto dello “stare bene” come genitori poiché il periodo appena trascorso lascerà segni indelebili nei bimbi; difficoltà di cui ci accorgeremo soprattutto nel corso della ripresa.

Non voglio allarmarvi, la mia vuole essere una semplice visione della situazione per orientare il modo di porsi verso il futuro.

Il bambino ha bisogno di una socialità con i pari per crescere al meglio, ha bisogno di confronto, di contatto, di prove, di condivisione e tutto questo non è stato possibile per troppo tempo. La difficoltà l’abbiamo percepita noi adulti che attraverso smartphone, pc etc potevamo mantenere un contatto o almeno un’idea di ciò, figuriamoci i piccoli!

Ogni genitore, io ne sono certa, ha cercato di riorganizzare la propria vita per sopperire alle mancanze e si sono creati legami fortissimi tra madre e figlio ancor più forti di prima; le idee e gli input dalle strutture educative non sono mancati, la crescita globalmente parlando non è cambiata ma la socialità aiuta i bimbi sotto molti aspetti dello sviluppo.

Prima di tutto i bimbi vivono di routine e da marzo la routine è stata stravolta e sconvolta; l’aver ricreato nuove routine è già molto utile per una minima stabilità ma la mancanza di socialità soprattutto di pari innesca un meccanismo di fragilità; i bambini hanno bisogno di essere messi alla prova, di avere un proprio spazio, un proprio tempo con altri bambini.

Lo sviluppo cognitivo è essenzialmente un processo sociale. La vita dei bambini è ricca di incontri e la necessità di variare i contesti di apprendimento è fondamentale.
Il periodo trascorso in situazione di emergenza può sembrare breve ma se pensiamo ai ritmi di crescita dei bambini ha occupato buona parte dell’anno, periodo in cui la permanenza in un unico contesto, quello familiare ha limitato notevolmente la possibilità esperienziale al di fuori ma a mio parere non è stato uno stop completo.

Oggi riapriamo gli occhi verso un mondo un po’ diverso, speriamo non per molto, e diamo la possibilità ai bambini di riconquistare a poco a poco quel contatto sospeso.
I timori sono assolutamente umani e fondati ma il bene dei vostri bimbi è ancor più importante, ripartiamo in sicurezza, ma ripartiamo insieme!

E proprio in queste settimane i vostri bimbi avranno la possibilità di tornare alla socialità in modi un po’ diversi da quelli a cui erano ed eravate abituati ma il rientro sarà sicuramente speciale.
Questi nuovi metodi di gestione che hanno limiti solo se ci chiudiamo a un solo punto di vista, esplorando meglio scopriremo quanto la possibilità di una gestione in piccoli gruppi da parte di una sola educatrice o insegnante sia un metodo molto promettente per dare stabilità, ovvero la presenza della stessa figura di riferimento, ma anche per permettere di svolgere attività e sperimentare esperienze che in gruppi più ampi non è possibile proporre.

Il legame familiare consolidato nel periodo di lockdown potrà non soltanto perdurare ma persino fortificarsi ulteriormente, importante per i vostri figli è il sentirsi ascoltati e ciò non significa assecondare richieste ad ogni occasione ma spiegare il perché di determinate scelte o dare motivazioni adeguate al loro sviluppo cognitivo.
Significa condividere con loro momenti semplici ma speciali che non sono necessariamente artefatti, anzi se in quarantena li avete coinvolti nello svolgimento di alcune faccende domestiche perché non mantenere l’abitudine? Apparecchiare la tavola insieme, l’aiuto in cucina, la raccolta differenziata, suddividere i panni da lavare per colore, annaffiare i fiori, … etc.

E’ molto importante per l’autostima e la fiducia in sé stessi portare a termine un compito e svilupparne le capacità con l’esercizio che per i bimbi può divenire un gioco.
Il loro sentirsi parte integrante del sistema familiare li appaga molto e il loro aiuto per voi è prezioso e lo sarà anche in futuro.

Potete anche decidere di prendervi maggior tempo per altri momenti insieme nel week end o nei giorni in cui avete l’intera giornata a disposizione potendo gestire lo scorrere del giorno in modo tranquillo. Non sempre sarà possibile ma provateci.

Non è assolutamente necessario mirare ad essere perfetti anzi spesso è controproducente, ogni persona, ogni famiglia ha un proprio equilibrio e ciò non va mai dimenticato.
La stanchezza, la frustrazione, giornate difficili non devono essere necessariamente viste come ostacoli ma come segni dell’importanza dell’ascoltarsi e del sapersi fermare il mettersi in gioco significa anche impegnarsi ad affrontare anche alti e bassi.

Proprio quando eravamo “bloccati”ci siamo accorti di tutte le risorse di cui siamo dotati e di quanto potesse mancarci la nostra quotidianità, di quanto anche le emozioni negative debbano essere ascoltate provate, sentite e a volte condivise.

E non dimenticate che quello sguardo curioso di un bambino che sembra far finta di non vedere in realtà coglie ancor più in profondità di quanto si possa credere … buon nuovo inizio a tutti!!!

 

Ringrazio per questa condivisione:
Silvia Pezzotti
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