fbpx

Giocatori disordinati?

Giocatori disordinati?

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”
Shopenhauer

Si parla molto, in questi tempi, di tecnologie e di rischi per la salute dovuti all’uso eccessivo di questi mezzi di comunicazione.

Quali rischi si corrono?

Oltre a quelli che sono emersi in questi anni, legati a fenomeni più eclatanti come quello del cyberbullismo o del sexiting, si rischia, abusandone, dice la ricerca, anche altro, per esempio la dipendenza da videogiochi.
Quest’ultima, comparirà nella prossima revisione del manuale nella «lista ufficiale» delle malattie dell’International Classification of Diseases, prodotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cui uscita è prevista per metà anno.
Si tratterebbe del cosiddetto gaming disorder, che rientrerà nella categoria “disturbi dovuti a un comportamento dipendente”, la stessa, ad esempio, di chi scommette in modo patologico.

Ma di che si tratta?

E’ un tipo di dipendenza che si dice attivi gli stessi circuiti neuronali che vengono innescati con le dipendenze da sostanze come alcol o droga.
Si calcola che tra lo 0,5 e il 6% della popolazione, soprattutto tra i 12 e i 20 anni, svilupperà una dipendenza da uso delle tecnologie.

Eppure possiamo fare un’analisi critica, com’è possibile che si attivino circuiti neuronali legati all’uso di sostanze deprimenti come l’alcol o come la “droga” (cosi definita genericamente, ma chi studia le droghe sa bene che gli effetti sono diversi a seconda della sostanza), senza che vi sia l’assunzione di una particolare sostanza psicoattiva, intromessa nel corpo organico?
Occorre ricordare che l’essere umano vive di attivazioni sensoriali, date dall’interazione tra i segni che coglie nell’ambiente, in base a quel che sa ed ha appreso, in relazione all’età, e sviluppa l’intelligenza e la memoria a lungo termine, se si gioca in modo adeguato».

Qualcuno potrebbe dire, vediamo gli effetti, il ragazzino o il giovane, passa molte ore a giocare.
Non riesce a non usare quello strumento, se non lo usa diventa irascibile, non è in grado di smettere di utilizzarlo anche se invitato a farlo e ad occuparsi di altro, etc…

Ora, affermare che il ragazzino ripete lo stesso comportamento perché ha creato delle abitudini, degli automatismi, dei quali è inconsapevole, è ben altra cosa rispetto a dire che la sua condotta dipende dalla tecnologia, perché la correlazione la pone l’osservatore.

Certamente il corpo si attiva ma la mente non è slegata dal corpo.
Dunque quel che fa, lo fa intenzionalmente, perché ottiene vantaggi che gli interessano.

Il punto dunque è quello di aumentare la sua consapevolezza, rispetto ai suoi atti, ai suoi intenti ed alle strategie che adotta per ottenere un certo tipo di esito.

Al di là di quello che accadrà l’anno prossimo, già oggi spesso i genitori mi chiedono come devono comportarsi, preoccupati per l’uso sconsiderato che i figli fanno di questi apparecchi.
Occorre porre attenzione ad alcuni segnali, evidenti, che fanno intendere un cambiamento nel comportamento dei ragazzi.

Il problema, non riguarda solo i ragazzini, questo va detto.
Anche gli adulti vivono problemi simili e molti ne sono inconsapevoli.

Il punto non è l’uso delle tecnologie in sè, quanto piuttosto l’abuso ed i problemi che da questo, ne possono derivare :

  • aumento di peso legato alla sedentarietà,
  • minori competenza comunicative dialogiche,
  • ridotte competenze relazionali
  • incapacità a far fronte alle durezze della vita
  • calo del desiderio sessuale
  • disinteresse verso altre attività o hobby a cui prima erano interessati, come lo sport, la musica, il rapporto con gli amici

Che può fare un genitore oggi?

Porre attenzione è il primo passo.
Per il resto vi invito, se notate atteggiamenti che vi destano preoccupazioni, resto a disposizione.


Ringrazio per questo interessante approfondimento e stimolo alla riflessione:
dott.ssa Mariza Sellini
Psicologa e psicoterapeuta
telefono 338 458 16 05
mail: marziasellini@gmail.com

Altri articoli della dott.ssa Sellini per Bresciabimbi

Della voglia di studiare

Della voglia di studiare

Perchè studenti brillanti, intelligenti sembrano voler non riuscire negli studi? Perchè ragazzi che sono sempre andati bene possono di colpo, cambiare atteggiamento verso la scuola?
Non vuole più andare a scuola

Non vuole più andare a scuola

In Italia hanno iniziato a chiamarli “gli Sdraiati”. Chi sono? Ragazzi che hanno fatto abbandono scolastico precocemente e che non sopportano più la scuola.
Che fare quando il bambino balbetta?

Che fare quando il bambino balbetta?

Un intervento coi genitori, con un invito ad un loro auto cambiamento, potrà permettere di risolvere o alleviare il problema delle balbuzie del figlio
Che fare quando sono gli altri a prenderlo in giro?

Che fare quando sono gli altri a prenderlo in giro?

Consigli per genitori per riflettere su cosa fare quando il figlio viene preso in giro
Il bambino che si tocca

Il bambino che si tocca

Riflessione su come approcciarsi al bambino che "si tocca"
Giocatori disordinati?

Giocatori disordinati?

Riflessione sulle tecnologie e sui rischi per la salute dovuti all’uso eccessivo di questi mezzi di comunicazione non solo nei ragazzi
Che fare se mangia tropo o si abbuffa?

Che fare se mangia tropo o si abbuffa?

Qual è il criterio a partire dal quale stiamo affermando, oggi, che quella quantità è “troppa”?”
Come farlo studiare

Come farlo studiare

Riflesisoni e condierazioni su un tema abbastanza diffuso oggi: quello del ragazzo che non studia.
Ragazzi che odiano la scuola

Ragazzi che odiano la scuola

Un libro per aiutare i genitori a passare le regole ai figli senza comandare
Mia figlia non è intelligente!

Mia figlia non è intelligente!

“Dottoressa sono molto preoccupata, temo che mia figlia non sia intelligente. Ha dodici anni e non va molto bene a scuola, fa fatica, passa ore su quei libri eppure i risultati non arrivano, non sono brillanti.”
Mia figlia non mangia!

Mia figlia non mangia!

Riflessione per genitori preoccupati perchè la figlia adolescente (è soprattutto femminile l’espressione di questo problema) da un pò di tempo in famiglia non mangia, o mangia poco
Quando la voglia di studiare va in vacanza

Quando la voglia di studiare va in vacanza

Cancelli chiusi, ma la stessa cosa non la si può dire, in molti casi, per i compiti … quelli sono come alcuni cantieri, ancora aperti …

Potrebbe anche interessarti leggere:

 


Cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Il giovedì arriva la newsletter!

Lascia la tua mail per restare sempre aggiornato sulle novità e le proposte interessanti, quelle che accendono il sorriso! iscriviti-newsletter

La tua PUBBLICITA’ su Bresciabimbi

Promuovi i tuoi eventi, corsi o la tua attività tramite i canali del portale

Promuoviti-con-Bresciabimbi-icona-

Le tue segnalazioni!

Comunica gli eventi o i corsi che organizzi o conosci, è facile, veloce e gratuito!Segnala

Cerchi un CORSO per BAMBINI o per TE?

Cosa facciamo oggi?

Guarda il CALENDARIO degli EVENTI in programma e trova tante buone idee

CALENDARIO

Festa di COMPLEANNO no problem!

Bimbi in cucina con BimbiChef!

bimbichef

Divertenti laboratori di cucina per diventare piccoli chef

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”
Shopenhauer

Si parla molto, in questi tempi, di tecnologie e di rischi per la salute dovuti all’uso eccessivo di questi mezzi di comunicazione.

Quali rischi si corrono?

Oltre a quelli che sono emersi in questi anni, legati a fenomeni più eclatanti come quello del cyberbullismo o del sexiting, si rischia, abusandone, dice la ricerca, anche altro, per esempio la dipendenza da videogiochi.
Quest’ultima, comparirà nella prossima revisione del manuale nella «lista ufficiale» delle malattie dell’International Classification of Diseases, prodotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cui uscita è prevista per metà anno.
Si tratterebbe del cosiddetto gaming disorder, che rientrerà nella categoria “disturbi dovuti a un comportamento dipendente”, la stessa, ad esempio, di chi scommette in modo patologico.

Ma di che si tratta?

E’ un tipo di dipendenza che si dice attivi gli stessi circuiti neuronali che vengono innescati con le dipendenze da sostanze come alcol o droga.
Si calcola che tra lo 0,5 e il 6% della popolazione, soprattutto tra i 12 e i 20 anni, svilupperà una dipendenza da uso delle tecnologie.

Eppure possiamo fare un’analisi critica, com’è possibile che si attivino circuiti neuronali legati all’uso di sostanze deprimenti come l’alcol o come la “droga” (cosi definita genericamente, ma chi studia le droghe sa bene che gli effetti sono diversi a seconda della sostanza), senza che vi sia l’assunzione di una particolare sostanza psicoattiva, intromessa nel corpo organico?
Occorre ricordare che l’essere umano vive di attivazioni sensoriali, date dall’interazione tra i segni che coglie nell’ambiente, in base a quel che sa ed ha appreso, in relazione all’età, e sviluppa l’intelligenza e la memoria a lungo termine, se si gioca in modo adeguato».

Qualcuno potrebbe dire, vediamo gli effetti, il ragazzino o il giovane, passa molte ore a giocare.
Non riesce a non usare quello strumento, se non lo usa diventa irascibile, non è in grado di smettere di utilizzarlo anche se invitato a farlo e ad occuparsi di altro, etc…

Ora, affermare che il ragazzino ripete lo stesso comportamento perché ha creato delle abitudini, degli automatismi, dei quali è inconsapevole, è ben altra cosa rispetto a dire che la sua condotta dipende dalla tecnologia, perché la correlazione la pone l’osservatore.

Certamente il corpo si attiva ma la mente non è slegata dal corpo.
Dunque quel che fa, lo fa intenzionalmente, perché ottiene vantaggi che gli interessano.

Il punto dunque è quello di aumentare la sua consapevolezza, rispetto ai suoi atti, ai suoi intenti ed alle strategie che adotta per ottenere un certo tipo di esito.

Al di là di quello che accadrà l’anno prossimo, già oggi spesso i genitori mi chiedono come devono comportarsi, preoccupati per l’uso sconsiderato che i figli fanno di questi apparecchi.
Occorre porre attenzione ad alcuni segnali, evidenti, che fanno intendere un cambiamento nel comportamento dei ragazzi.

Il problema, non riguarda solo i ragazzini, questo va detto.
Anche gli adulti vivono problemi simili e molti ne sono inconsapevoli.

Il punto non è l’uso delle tecnologie in sè, quanto piuttosto l’abuso ed i problemi che da questo, ne possono derivare :

  • aumento di peso legato alla sedentarietà,
  • minori competenza comunicative dialogiche,
  • ridotte competenze relazionali
  • incapacità a far fronte alle durezze della vita
  • calo del desiderio sessuale
  • disinteresse verso altre attività o hobby a cui prima erano interessati, come lo sport, la musica, il rapporto con gli amici

Che può fare un genitore oggi?

Porre attenzione è il primo passo.
Per il resto vi invito, se notate atteggiamenti che vi destano preoccupazioni, resto a disposizione.


Ringrazio per questo interessante approfondimento e stimolo alla riflessione:
dott.ssa Mariza Sellini
Psicologa e psicoterapeuta
telefono 338 458 16 05
mail: marziasellini@gmail.com

Altri articoli della dott.ssa Sellini per Bresciabimbi

Mia figlia non è intelligente!

Mia figlia non è intelligente!

“Dottoressa sono molto preoccupata, temo che mia figlia non sia intelligente. Ha dodici anni e non va molto bene a scuola, fa fatica, passa ore su quei libri eppure i risultati non arrivano, non sono brillanti.”
Che fare quando sono gli altri a prenderlo in giro?

Che fare quando sono gli altri a prenderlo in giro?

Consigli per genitori per riflettere su cosa fare quando il figlio viene preso in giro
Della voglia di studiare

Della voglia di studiare

Perchè studenti brillanti, intelligenti sembrano voler non riuscire negli studi? Perchè ragazzi che sono sempre andati bene possono di colpo, cambiare atteggiamento verso la scuola?
Come farlo studiare

Come farlo studiare

Riflesisoni e condierazioni su un tema abbastanza diffuso oggi: quello del ragazzo che non studia.
Ragazzi che odiano la scuola

Ragazzi che odiano la scuola

Un libro per aiutare i genitori a passare le regole ai figli senza comandare
Il bambino che si tocca

Il bambino che si tocca

Riflessione su come approcciarsi al bambino che "si tocca"
Quando la voglia di studiare va in vacanza

Quando la voglia di studiare va in vacanza

Cancelli chiusi, ma la stessa cosa non la si può dire, in molti casi, per i compiti … quelli sono come alcuni cantieri, ancora aperti …
Mia figlia non mangia!

Mia figlia non mangia!

Riflessione per genitori preoccupati perchè la figlia adolescente (è soprattutto femminile l’espressione di questo problema) da un pò di tempo in famiglia non mangia, o mangia poco
Non vuole più andare a scuola

Non vuole più andare a scuola

In Italia hanno iniziato a chiamarli “gli Sdraiati”. Chi sono? Ragazzi che hanno fatto abbandono scolastico precocemente e che non sopportano più la scuola.
Giocatori disordinati?

Giocatori disordinati?

Riflessione sulle tecnologie e sui rischi per la salute dovuti all’uso eccessivo di questi mezzi di comunicazione non solo nei ragazzi
Che fare quando il bambino balbetta?

Che fare quando il bambino balbetta?

Un intervento coi genitori, con un invito ad un loro auto cambiamento, potrà permettere di risolvere o alleviare il problema delle balbuzie del figlio
Che fare se mangia tropo o si abbuffa?

Che fare se mangia tropo o si abbuffa?

Qual è il criterio a partire dal quale stiamo affermando, oggi, che quella quantità è “troppa”?”

Potrebbe anche interessarti leggere:

 


Cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Animatori

© 2020 Copyright Bresciabimbi 2020.
Tutti i diritti riservati Bresciabimbi di Lorenzini Laura P.I: 03628940987
Pec: bresciabimbi.mail@pec.it
REA: 550087