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Come limitare la gelosia tra fratelli

Come limitare la gelosia tra fratelli

La gelosia è un fenomeno inevitabile all’interno di una famiglia, ogni bambino vuole essere considerato il più amato e riconosciuto come il più bravo.

Annalisa Croci, psicologa e psicoterapeuta

La nascita di un fratellino è decisione dei genitori, non dei bambini, come spesso si pensa. Ciò provoca una normale reazione di paura, insicurezza; quindi il bambino vive un momentaneo periodo di cambiamento,tensione. Spesso però viene percepito dai genitori come un bambino buono, che all’improvviso si comporta male e diventa “ cattivo “.

È importante che i genitori siano consapevoli che c’è gelosia e devono accettare questa reazione, bloccare la gelosia non la elimina, ma fa si che la somatizzi in un sintomo o che la ripresenti più avanti ancor più accentuata.

Il bambino spesso ha il vissuto di non piacere a nessuno, partendo proprio da mamma e papà poiché si sente messo da parte e sgridato sempre.

È utile per i genitori rassicurare e comprendere le esigenze del figlio prima di sgridare.

Quali sono le manifestazione tipiche della gelosia?

Prendere in giro, comportamenti ostili, isolarsi, tenere il broncio, regredire ( enuresi, difficoltà a prendere sonno o nell’alimentazione, bisogno smodato di coccole ). Aggressività verbale e fisica, comportamenti distruttivi ( es. con giocattoli ), invidia; o eccessiva dipendenza dal genitore.

Alcuni consigli per limitarla

Evitare di prendere le parti di uno dei due figli, inoltre fare in modo che gestiscano da soli il litigio e trovino una soluzione, senza arrivare alle mani.

Nel caso in cui i bambini non riescano ad appacificarsi dare un “ time- out “ o dividerli in due stanze diverse

Evitare che il bambino grande faccia del piccolo la sua vittima.

Evitare anche di dare le colpe al grande, poiché anche i bambini piccoli sanno litigare, offendere e pretendere ( anche se fisicamente è debole, sa trovare situazioni a suo vantaggio ), piuttosto cercare una soluzione e non un colpevole.

Cercate di dare attenzione ad entrambi i bambini, ad esempio con elogi e limiti per entrambi e con attività diversificate ed individuali, perciò aiutate ad avere amici ed interessi diversificati, così ognuno avrà possibilità di sperimentarsi e maturare una buona autostima.

Molto importante: evitare di fare confronti.

Dott.ssa Annalisa Croci

PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA
www.ascoltopsicologo.it
cel. 334/2357696


 

Leggi gli altri articoli della dott.ssa Croci

 


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Annalisa Croci, psicologa e psicoterapeuta

La nascita di un fratellino è decisione dei genitori, non dei bambini, come spesso si pensa. Ciò provoca una normale reazione di paura, insicurezza; quindi il bambino vive un momentaneo periodo di cambiamento,tensione. Spesso però viene percepito dai genitori come un bambino buono, che all’improvviso si comporta male e diventa “ cattivo “.

È importante che i genitori siano consapevoli che c’è gelosia e devono accettare questa reazione, bloccare la gelosia non la elimina, ma fa si che la somatizzi in un sintomo o che la ripresenti più avanti ancor più accentuata.

Il bambino spesso ha il vissuto di non piacere a nessuno, partendo proprio da mamma e papà poiché si sente messo da parte e sgridato sempre.

È utile per i genitori rassicurare e comprendere le esigenze del figlio prima di sgridare.

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Prendere in giro, comportamenti ostili, isolarsi, tenere il broncio, regredire ( enuresi, difficoltà a prendere sonno o nell’alimentazione, bisogno smodato di coccole ). Aggressività verbale e fisica, comportamenti distruttivi ( es. con giocattoli ), invidia; o eccessiva dipendenza dal genitore.

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Evitare di prendere le parti di uno dei due figli, inoltre fare in modo che gestiscano da soli il litigio e trovino una soluzione, senza arrivare alle mani.

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Evitare che il bambino grande faccia del piccolo la sua vittima.

Evitare anche di dare le colpe al grande, poiché anche i bambini piccoli sanno litigare, offendere e pretendere ( anche se fisicamente è debole, sa trovare situazioni a suo vantaggio ), piuttosto cercare una soluzione e non un colpevole.

Cercate di dare attenzione ad entrambi i bambini, ad esempio con elogi e limiti per entrambi e con attività diversificate ed individuali, perciò aiutate ad avere amici ed interessi diversificati, così ognuno avrà possibilità di sperimentarsi e maturare una buona autostima.

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Dott.ssa Annalisa Croci

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